ANNO 16 n° 274
L'attentatore Preiti: “Volevo colpire i politici”
29/04/2013 - 04:00

VITERBO - Il piano l'aveva ideato già da venti giorni. “Volevo colpire i politici”. Così Luigi Preiti davanti al procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e al pm Antonella Nespola che lo hanno interrogato al San Giovanni, l'ospedale dove è stato ricoverato dopo l'attentato a Palazzo Chigi in cui ha ferito due carabinieri.

Preiti, oltre alla pistola con cui ha sparato, una calibro 7.65 con matricola abrasa comprata a Genova quattro anni fa, aveva con sé circa 50 proiettili: sette li ha usati, nove erano in una valigetta e un'altra manciata in tasca. «Poteva essere una strage», osservano i magistrati. Al termine dell'interrogatorio i pm hanno chiesto la convalida dell'arresto per tentato omicidio, lesioni, porto e detenzione di armi. Accuse per le quali Preiti, che nel tardo pomeriggio è stato trasferito al reparto detenuti del Pertini, comparirà davanti al gip martedì.

Con i pm l'attentatore non ha affatto dato segni di squilibrio mentale, tant'è che per ora la procura non chiederà una consulenza psichiatrica. “È un uomo disperato”, hanno detto i magistrati. Perché è disoccupato, separato e “da qualche mese - ha riferito - non riesco più a incontrare mio figlio”, che ha 10 anni.

“Volevo colpire i politici - ha spiegato - perché non ci aiutano, siamo nei guai e loro non fanno nulla”. Ma quando ha capito che non ce l'avrebbe fatta, ha puntato la pistola contro i carabinieri. E ha sparato. Davanti ai pm l'attentatore si è dimostrato pentito: “Non volevo che finisse così, non odio nessuno”. E forse pensando al dolore provocato, ha versato anche qualche lacrima. Poi ha rivelato: “Mi sarei voluto uccidere”. Invece i colpi in canna erano finiti e i militari presenti davanti a Palazzo Chigi l'hanno fermato

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