

Finalista a Miss Italia, vincitrice al festival di Sanremo e ora atleta con un sogno ambizioso: partecipare alle Olimpiadi di Londra nel 2012. La terza vita di Annalisa Minetti inizia un anno fa, quasi per gioco, quando un amico le propone un test di corsa. Le sensazioni sono buone e il riscontro cronometrico suggerisce di provarci. Il carattere non le manca, lo ha plasmato negli anni per saldare il conto con la sorte aperto in gioventù da un male atroce che le ha portato via la vista. E poi c'è quel debole mai celato per le sfide, tra le tante anche una partecipazione al reality show televisivo 'Music Farm'.
«Correre mi è piaciuto fin da subito – racconta – e così ho deciso di provare a fare sul serio». Nell'estate del 2010 inizia ad allenarsi. A sostenerla un tifoso speciale: il figlio Fabio, nato due anni prima dal matrimonio con Gennaro Esposito, oggi anche suo manager. «Due ore di lavoro tutti i giorni – continua la 34enne di Rho – . Un'esperienza faticosa, ma formativa che sta coinvolgendo tutta la mia famiglia». La routine è una continua staffetta tra piste, palestre, palchi da concerto, su e giù per l'Italia. Mentre prende forma l'ultimo album 'Nuovi giorni' uno staff di preparatori atletici a Milano, Roma e in Puglia le consentono di allenarsi anche lontano da casa. L'ex mezzofondista azzurro Andrea Giocondi si occupa del coordinamento e in gara veste i panni della guida.
I risultati non si fanno attendere. Dopo il debutto al meeting di Montecatini (categoria T11 delle specialità paralimpiche), nell'ottobre 2010 arriva il primato italiano sui 1500 metri (5'16''54) e da lì a poco quello sugli 800 (2'32'90). Il doppio giro è la sua specialità e la miglior prestazione mondiale sulla distanza, 2'24''76 ottenuta quest'estate ad Aix Les Bains (Lione), lo conferma. Ma gli 800 non fanno parte del programma di Londra.
Una mezza beffa. Per non abbandonare le ambizioni a cinque cerchi deve reinventarsi. Le alternative sono due: 400 o 1500. Sceglie la gara 'lunga' e inizia una preparazione mirata. Il tempo richiesto per essere ammessi ai Giochi è 5' 20''. Un obiettivo centrato al primo appuntamanto ufficiale, la Notturna di Milano, con una prova corsa in 5' netti: «Un gran tempo se penso alla pioggia e al vento, ma in futuro voglio provare a scendere sotto quel muro». Per volare a Londra il 'minimo' dovrà essere ripetuto tre volte. Poi spetterà al Comitato internazionale, su segnalazione delle federazioni, effettuare le chiamate. La rincorsa al sogno è iniziata proprio mentre Pistorius, qualcosa in più di un simbolo per gli atleti paralimpici, dominava la gara dei 400. Coincidenza o premonizione?
(La Stampa.it)