



CIVITA CASTELLANA - Con il rogo del Puccio che ha sancito la fine del Carnevale, Civita Castellana è pronta a voltare pagina e lasciarsi alle spalle (o quasi) la scia di polemiche, più o meno pressanti, che hanno strisciato sibilline' per tutta questa edizione. Il colpo di scena, tuttavia, è arrivato all'indomani del martedi grasso con l'annuncio delle dimissioni in blocco del presidente e del cda della Fondazione del Carnevale. Valerio Turchetti, il presidente, che da ben due anni tiene in mano la gestione del carnevale civitonico parla a cuore aperto di una scelta ponderata e decisa già da tempo: 'Avevo informato l'amministrazione e anche il prefetto che questa sarebbe stata, per me, l'ultima edizione. Gestire il carnevale a Civita Castellana per via del numero di persone che richiama è estremamente complesso, ci sono regolamenti da rispettare, regole moltro restrittive ed è vietato sbagliare'. Anche se questo significa accollarsi sulle proprie spalle tutto il lavoro preparatorio che, come racconta Turchetti: 'E' super impegnativo e toglie tempo anche alla propria professione'. Con lui si sono tirati fuori anche i consiglieri Alberto Brunelli, Eligio Santucci, Mirko Rattini e Marco Pegoraro.
'L'organizzazione del carnevale - ribadisce l'ex presidente - si svolge su due distinti binari: c'è la parte 'politica' fatta di incontri con i tecnici dell'amministrazione, prefettura ecc, e poi c'è una parte più prettamente operativa che rigurda l'organizzazione dell'evento e i rapporti con i carnevalari'. Una sorta di anello di congiunzione tra i gruppi e gli enti che tuttavia in qualche occasione ha scricchiolato, come quando si è dovuto scegliere tra il giro nuovo e il giro vecchio, e il consiglio comunale optò per quest' ultimo respingendo la proposta dell'assessora Coletta supportata dalla fondazione.
'E' stato un passaggio sicuramente difficoltoso - ha ammesso Turchetti - perchè il nostro carnevale è molto legato alla tradizione e abbiamo trovato una certa resistenza soprattutto tra le persone più grandi di età, che sostenevano il giro vecchio. La città si è spaccata in due. Quello che però è giusto dire è che se da una parte ho incassato critiche di gente che giudicava il nostro carnevale quasi come un evento 'militarizzato' e pieno di regole, dall'altra il problema non si pone se si adotta il giro nuovo, dove le limitazioni sono sicuramente minori'.
E su quanti hanno avuto da ridire sulla trasparenza dell'operato, Turchetti smorza le polemiche: 'Abbiamo agito nella massima trasparenza e rendicontato ogni minima spesa, pubblicandola anche on-line. Quindi dico di aver agito correttamente e portato avanti due edizioni con la massima serietà. Ora il solco è tracciato e chi verrà dopo di noi avrà tutti gli strumenti per poter portare avanti questa gloriosa tradizione'.
Insomma, nel pieno stile del politically correct, e smarcandosi abilmente da qualsivoglia polemica politica, Turchetti pare non voglia togliersi nessun sassolino dalla scarpa ripiegando su stesso l'unico rimpianto di non aver coinvolto l'intero consiglio comunale nelle comunicazioni e nelle decisioni della fondazione. Per il resto è storia. Un appello alla politica, però, ci tiene comunque a farlo: 'Il nostro carnevale è stato definito storico con oltre seicento anni di storia. Ai politici di oggi e di domani chiedo il massimo impegno nel portare avanti questa tradizione. Se vogliono far crescere questa kermesse devono pensare bene a come migliorarla. Perchè in fondo i politici cambiano, i presidenti di fondazione pure, ma il carnevale civitonico resta per sempre'.