

VITERBO - (b.b.) Non avrebbe in alcun modo accettato la fine della loro storia d'amore, così, dopo la richiesta di separazione della moglie, avrebbe iniziato a perseguitarla e minacciarla. Anche di morte.
''Ogni volta che mi incontrava in giro, mi si avvicinava. Pretendeva che tornassimo insieme, la sua era diventata un'ossessione'' ha spiegato in aula davanti al giudice la giovane A.C., 25 anni appena e già una travagliata storia alle spalle.
Originaria dell'Europa dell'Est, si sarebbe trasferita in Italia poco più che adolescente per seguire l'amore della propria vita: una casa, un figlio e un matrimonio durato circa 5 anni.
''Ma la sua gelosia era ingestibile - ha sottolineato - non voleva che lavorassi, che uscissi, che portassi al parco nostro figlio. Dovevo rimanere in casa, perché aveva paura che potessi tradirlo''.
Così la decisione di mettere un punto alla loro relazione: ''Da quel momento è anche peggiorato. Mi seguiva, mi aspettava sotto casa, mi pedinava con l'auto. Pensava che lo avessi lasciato per un altro. Pensava che la separazione fosse la conferma di quanto aveva sempre saputo: per lui ero una poco di buono''.
Per questo, dopo mesi di silenzio, la denuncia, che ha fatto finire il 35enne in tribunale.
Deve rispondere di stalking e minacce. ''Una volta ci siamo incontrati per caso in un locale con delle grandi terrazze. Non mi ha più trovato tra la folla e così si è avvicinato ad uma mia amica e le ha detto ''Dove sta? La trovo e la butto di sotto''.
Si tornerà in aula a inizio autunno.