ANNO 16 n° 272
L'Anpi di Civita Castellana ha dato il via alla raccolta firme contro l'autonomia differenziata
Il presidente Ettore Muffo: 'Momento inaspettato, č in gioco la difesa della Costituzione'
Elsa
23/07/2024 - 07:46
di Elsa Berardi

CIVITA CASTELLANA - La raccolta di firme indetta dall’Anpi per abrogare il referendum sull’autonomia differenziata ha portato ai risultati sperati e ha attirato l’attenzione dei civitonici. Sabato 20 luglio è stata effettuata la prima uscita pubblica per dare loro l’opportunità di firmare, nel contesto del mercato in via Fiume Treia e presso il centro commerciale Marcantoni. Si prevedono prossime occasioni e il termine è stato fissato al 30 settembre.

Soddisfazione per Ettore Muffo, Presidente della sede intitolata a Carla Capponi, che ha commentato: “Molti cittadini sono venuti di proposito per firmare per il referendum, quindi erano motivati e consapevoli della partita che è in gioco: quella della difesa della Costituzione, dell’uguaglianza e dei diritti, che sono in discussione con l’autonomia differenziata”.

È stato un momento inaspettato? “Sì, non me l’aspettavo: lo replicheremo giovedì prossimo, in occasione della pastasciutta antifascista, che si terrà al Bosco 1° Maggio. Raccoglieremo le firme anche in quel luogo e lo faremo di nuovo domenica prossima”. Il progetto organizzato dall’Anpi si avvale anche della ricorrenza della pastasciutta antifascista, dedicata all’atto di generosità dei fratelli Cervi: alla fine di luglio del 1943, dopo l’arresto e la destituzione di Benito Mussolini, prepararono pasta in quantità alla fine di una lunga giornata di lavoro nei campi. Offerta alla popolazione di Campegine, in provincia di Reggio Emilia, in segno di liberazione dal regime, la pasta condivisa fu anche utile a ricordare l’uccisione di 9 operai delle Officine Reggiane. A mettere a segno il colpo fu una schiera di soldati.

“Il referendum darebbe la possibilità a 23 regioni di scegliere su 23 materie diverse, perché è stata richiesta l’autonomia della gestione a invarianza di spesa: non sono stati progettati livelli, ad esempio, di assistenza medica. Succederebbe che le regioni ricche avrebbero i soldi che servono per garantire i lep, i livelli essenziali di prestazione, mentre le regioni che oggi hanno problemi dal punto di vista economico, si arrangerebbero. Già adesso l’Articolo 3 della Costituzione è messo in discussione, figuriamoci con l’autonomia differenziata”, ha spiegato il Presidente.

Una “partita in gioco”, per citare l’intervistato, ampia e su cui il margine d’azione è ancora forte: il messaggio di Anpi risiede nella forza della comunità, soprattutto di fronte a proposte di legge che non appaiono attendibili o risolutive.

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