

di Domenico Savino
VITERBO - Il derby della Tuscia non ha prodotto un vincitore. Alla fine si sono annullate Viterbese e Flaminia. Al 'Madami' è stata gara vera, come nella più autentica tradizione delle sfide tra città che sono vicine territorialmente. Una lotta che è durata novantaquattro minuti, su un campo allentato dalla pioggia e reso viscido dall'umidità e dal freddo penetrante. Una battaglia che non ha avuto un vincitore.
O meglio le due contendenti si sono divise la posta: bene nel primo tempo a Viterbese che con un inizio fulmineo ha ipnotizzato la Flaminia. Ottima la prima mezz'ora degli uomini di Conticchio, che consci delle fatiche delle giornate passate, hanno aggredito gli avversari scavando il solco. Cha era anche profondo, ma non è servito: la sciagurata espulsione di Scarsella complica i piani, inficia il lavoro del gruppo, costringe a soffrire più del dovuto.
E nella ripresa è un assedio della Flaminia che ha il merito di crederci, di non arrendersi, di insistere alla ricerca del gol che in fondo è meritato. Il rammarico della Viterbese è tanto: la gara andava chiusa e non ci si può lasciare ad atteggiamenti di palese nervosismo. Subire un calcio di rigore in trasferta ci può stare, anche se si ritiene ingiusta la punizione (il braccio di Fapperdue sembra attaccato al corpo, ma il contatto c'è) E si deve subire anche il 'cucchiaio' di Capodaglio, fa parte del gioco. L'analisi serve anche per crescere ed imparare dagli errori, affinchè non si compiano più.
Rammarico che è pari a quello della Flaminia: la banda di Puccica se traducesse in reti tutta la mole di gioco che produce, segnerebbe una valanga di gol. E' davvero incredibile come questa squadra si trovi terz'ultima in classifica: tuttavia prima o poi il vento dovrà spirare dalla parte del club rossoblù. Le idee sono buone e il gruppo segue Puccica: manca la cattiveria agonistica giusta negli ultimi metri.
E' pur vero che nella ripresa la Viterbese si è difesa con due linee da quattro strette a protezione del vantaggio. Sembrava una guerra di posizione: da un lato il forcing della Flaminia che teneva palla e cercava di aggirare la difesa; dall'altro il tentativo dei gialloblù di chiudere gli spazi, soffocando l'avvolgente manovra avversaria.
Perciò non poteva che finire con un pareggio, ed è giusto così