


RONCIGLIONE - Si intende portare all'attenzione delle Autorità competenti la grave e persistente criticità ambientale che interessa il bacino del Lago di Vico, come confermato dai dati rilevati nel primo trimestre 2026.
La presenza continuativa di elevati livelli di fosforo, connessa alla pressione delle monoculture intensive di noccioleti, sta determinando fenomeni avanzati di eutrofizzazione, con proliferazione algale potenzialmente tossica (microcistine), compromettendo l'equilibrio dell'ecosistema e la qualità delle acque destinate anche al consumo umano.
Tale situazione configura un rischio concreto e attuale per la salute pubblica e per l'ambiente, in violazione dei seguenti riferimenti normativi:
- Art. 32 della Costituzione; tutela della salute come diritto fondamentale
- Decreto Legislativo 152/2006; tutela delle acque e divieto di inquinamento
- Direttiva 2000/60/CE; obbligo di mantenimento del buono stato ecologico
- Direttiva 91/676/CEE; prevenzione dell'inquinamento agricolo
- Decreto Legislativo 18/2023; sicurezza delle acque destinate al consumo umano
- Sentenza Consiglio di Stato n. 4165/2024; obbligo di intervento urgente da parte degli enti competenti
Si diffida formalmente ciascuna Autorità, per quanto di competenza, ad adottare senza ulteriori ritardi le seguenti misure:
- Comune di Ronciglione, emanazione immediata di ordinanze restrittive sull'utilizzo di fertilizzanti e fitofarmaci nel bacino idrografico del lago.
- ASL Viterbo, pubblicazione trasparente e aggiornata dei dati relativi a microcistine, arsenico e metalli pesanti nelle acque potabili e superficiali.
- Carabinieri Forestali, intensificazione dei controlli sul rispetto delle fasce di rispetto e delle distanze dai corpi idrici durante i trattamenti agricoli.
- Talete S.p.A., comunicazione chiara e verificabile sulla qualità dell'acqua distribuita e sulle eventuali misure di trattamento adottate.
- Regione Lazio, attuazione immediata e completa delle misure imposte dalla sentenza del Consiglio di Stato, al fine di prevenire ulteriori danni ambientali e responsabilità per omissione di atti d'ufficio.
Si evidenzia che la permanenza dell'attuale stato di degrado ambientale, in assenza di interventi efficaci, configura profili di responsabilità amministrativa e penale.
In difetto di riscontro concreto e documentato nei termini di legge, si procederà con segnalazione alla Procura della Repubblica competente per la tutela della salute pubblica e dell'ambiente.
In attesa di riscontro ai sensi della Legge 241/90.
Karuna, attivismo by progetto vegan