ANNO 16 n° 273
'Lago di Vico, la Regione dovrà attivarsi in difesa della salute dei cittadini'
E' quanto stabilito nella sentenza del Consiglio di Stato dopo il ricorso di ClientEarth e Lipu
20/10/2023 - 07:35

 

'Lago di Vico, la Regione dovrà attivarsi in difesa della salute dei cittadini'
E' quanto stabilito nella sentenza del Consiglio di Stato dopo il ricorso di ClientEarth e Lipu
Lago di Vico, una sentenza del consiglio di Stata obbliga la Regione Lazio ad attivarsi in difesa dalla salute dei cittadini, che da anni non hanno più accesso all'acqua potabile a causa della coltivazione intensiva delle nocciole'. E' quanto annuncia ClientEarth e Lipu, all'indomani della pronuncia dell'ente in merito al ricorso in appello presentato dalle due associazioni dopo il rigetto da parte del Tar di due ricorsi.  
'Ad un anno di distanza dalla notifica dei primi ricorsi alle Amministrazioni - sostengono i volontari - che nell’ottobre 2022 ha dato avvio alla fase giudiziale avanti al Tar Lazio, si iniziano a vedere i frutti concreti dell’azione legale intrapresa da ClientEarth e Lipu in difesa del territorio del lago di Vico e della popolazione dei comuni di Ronciglione e Caprarola'.
Le due associazioni ricordano brevemente l'iter che ha portato alla sentenza 'A febbraio il giudice amministrativo del Tar del Lazio aveva rigettato i ricorsi relativi ad ‘acqua potabile’ e ‘conservazione degli habitat’ con due sentenze che ClientEarth e Lipu, lo scorso maggio, hanno deciso di impugnare facendo appello al Consiglio di Stato.
Il ricorso in appello in materia di acque è stato accolto con una sentenza definitiva del Consiglio di Stato che, confermando quanto sostenuto da ClientEarth e Lipu, riconosce l’inerzia delle Autorità competenti e obbliga la Regione Lazio ad esercitare i poteri sostitutivi, pronunciandosi sull’istanza e attivandosi per garantire la tutela delle acque destinate al consumo umano nell’area'.
Nella sentenza vengono analizzate dettagliatamente le mancanze dell’amministrazione nel garantire la tutela delle acque destinate al consumo
umano: 'Oltre a confermare e condannare l'inerzia delle autorità competenti, che si è protratta per anni, nel prevenire e contrastare il fenomeno della fioritura delle alghe tossiche - afferma Francesco Maletto, avvocato di ClientEarth esperto di diritto dell’ambiente e della biodiversità - la decisione riconosce indirettamente gli effetti deleteri che le monocolture possono avere sugli ecosistemi, che finiscono per riverberarsi sulleorio.
Le autorità della regione Lazio sono state inoltre richiamate per non aver identificato l'area come zona vulnerabile ai nitrati, nonostante la grave eutrofizzazione in atto nel lago.
Secondo ClientEarth e Lipu, infine, anche i comuni di Ronciglione e Caprarola avrebbero dovuto fare di più per evitare l'aumento dell'inquinamento del lago, fonte di acqua potabile. In relazione a ciò, la regione Lazio ha altresì inadempiuto al suo obbligo di attivarsi per sostituirsi agli enti locali nell’adottare tali misure'.
'Enti e associazioni locali segnalano da tempo la necessità di un cambio di passo nei metodi agricoli prevalentemente applicati nella zona - riferiscono con preoccupazione i volontari ClientHeart e Lipu - La produzione di nocciole, attività storicamente redditizia, è aumentata in tutto il Lazio negli ultimi 50 anni. La regione è stata in anni recenti coinvolta anche nel ‘Progetto Nocciola Italia’, nato in seno al Gruppo Ferrero attraverso la controllata Ferrero Hazelnut Company. Il progetto - concludono - ha come obiettivo quello di aumentare gli ettari dedicati alla coltivazione del nocciolo del 30% entro il 2025'.


CAPRAROLA - Lago di Vico, una sentenza del consiglio di Stato obbliga la Regione Lazio ad attivarsi in difesa dalla salute dei cittadini, che da anni non hanno più accesso all'acqua potabile a causa della coltivazione intensiva delle nocciole'. E' quanto annuncia ClientEarth e Lipu, all'indomani della pronuncia dell'ente in merito al ricorso in appello presentato dalle due associazioni dopo il rigetto da parte del Tar di due ricorsi.  

'Ad un anno di distanza dalla notifica dei primi ricorsi alle amministrazioni - sostengono i volontari - che nell’ottobre 2022 ha dato avvio alla fase giudiziale avanti al Tar Lazio, si iniziano a vedere i frutti concreti dell’azione legale intrapresa da ClientEarth e Lipu in difesa del territorio del lago di Vico e della popolazione dei comuni di Ronciglione e Caprarola'.

Le due associazioni ricordano brevemente l'iter che ha portato alla sentenza 'A febbraio il giudice amministrativo del Tar del Lazio aveva rigettato i ricorsi relativi ad ‘acqua potabile’ e ‘conservazione degli habitat’ con due sentenze che ClientEarth e Lipu, lo scorso maggio, hanno deciso di impugnare facendo appello al Consiglio di Stato. Il ricorso in appello in materia di acque è stato accolto con una sentenza definitiva che, confermando quanto sostenuto da ClientEarth e Lipu, ha riconosciuto l’inerzia delle autorità competenti e obbliga la Regione Lazio ad esercitare i poteri sostitutivi, pronunciandosi sull’istanza e attivandosi per garantire la tutela delle acque destinate al consumo umano nell’area'.

Nella sentenza vengono analizzate dettagliatamente le mancanze della regione nel garantire la tutela delle acque destinate al consumo umano: 'Oltre a confermare e condannare l'inerzia delle autorità competenti, che si è protratta per anni, nel prevenire e contrastare il fenomeno della fioritura delle alghe tossiche - afferma Francesco Maletto, avvocato di ClientEarth esperto di diritto dell’ambiente e della biodiversità - la decisione riconosce indirettamente gli effetti deleteri che le monocolture possono avere sugli ecosistemi, che finiscono per riverberarsi sulleorio. Le autorità della regione Lazio sono state inoltre richiamate per non aver identificato l'area come zona vulnerabile ai nitrati, nonostante la grave eutrofizzazione in atto nel lago. Secondo noi anche i comuni di Ronciglione e Caprarola avrebbero dovuto fare di più per evitare l'aumento dell'inquinamento del lago. In relazione a ciò, la regione Lazio ha altresì inadempiuto al suo obbligo di attivarsi per sostituirsi agli enti locali nell’adottare tali misure'.

'Enti e associazioni locali - riferiscono ancora con preoccupazione i volontari - segnalano da tempo la necessità di un cambio di passo nei metodi agricoli applicati nella zona. La regione è stata in anni recenti coinvolta anche nel ‘progetto nocciola Italia’, nato in seno al gruppo Ferrero attraverso la controllata Ferrero Hazelnut Company. Il progetto - concludono - ha come obiettivo quello di aumentare gli ettari dedicati alla coltivazione del nocciolo del 30% entro il 2025'.






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