ANNO 16 n° 273
La Viterbese dice
stop ai biglietti
omaggio per i politici
Decisione presa dai dirigenti
23/08/2012 - 04:00

VITERBO – La Viterbese non darà più biglietti o tessere omaggio ai politici. La società di via della Palazzina inaugura così una sua personale spending review che andrà a colpire deputati e senatori, assessori e consiglieri regionali, sindaco, presidente della provincia e rispettivi assessori e consiglieri. Nonché tutto quel sottobosco di cariche e consulenze che la politica designa negli enti.

C’è da scommettere che l’iniziativa del sodalizio gialloblù riscuoterà la simpatia di gran parte della gente, ma sarà anche curioso vedere la reazione dei politici, per una volta toccati nelle tasche e, soprattutto, perché depositari di quello che viene percepito come un potere inviolabile, la casta insomma.

Lo ha deciso all’unanimità la dirigenza gialloblù “per dare un segnale agli sportivi e ai cittadini, che in questo momento di pesante congiuntura economica, sono costretti a grandi sacrifici”.

Del resto la campagna abbonamenti della Viterbese, iniziata proprio ieri, è stata ideata e organizzata all’insegna della promozione sportiva. Il che, di questi tempi, significa andare incontro alle famiglie soprattutto sul piano economico.

“Abbiamo impostato la campagna abbonamenti – confermano in via della Palazzina – pensando prima tutto alle famiglie, ai ragazzi e agli anziani”.

E scorrendo tra le varie possibilità, appare subito all’occhio l’abbonamento Family, il quale, a confronto dei 150 euro spesi per un’intera stagione a prezzo normale da una singola persona, permetterà alle famiglie di acquistarlo a 119 euro. In tal caso, con un solo abbonamento, in tribuna potranno andare entrambi i genitori e tutti i figli fino a 16 anni di età. Uno sconto del 50 per cento è previsto anche per i ragazzi under 18 e per gli anziani over 65. Proposte interessanti anche per le donne, sempre più presenti negli stadi.

“L’aspetto sociale dello sport – dicono alla Viterbese - è quello che più ci interessa, ovviamente senza trascurare nulla per avere grosse soddisfazioni dalla prima squadra. Per questo motivo continueremo a puntare molto sull’attività giovanile. Agevolare le famiglie ci è sembrata la cosa più logica da fare, specie in questo periodo di crisi economica”.

E per dimostrare che si sta facendo sul serio, la società sta studiando anche il modo di ricavare all’interno dello stadio Rocchi un’area giochi per bambini, con tanto di animatori. Si stanno verificando tutte le possibilità compatibili con le norme sulla sicurezza della struttura. Ma intanto il progetto è stato lanciato. “Vogliamo che mentre i genitori guardano la partita – dicono i dirigenti della Viterbese – siano tranquilli e che stiano bene e al sicuro anche i loro bambini”.

Ma intanto a tenere banco nei prossimi giorni sarà la decisione di tagliare biglietti e tessere omaggio ai politici.

Analoga decisione è stata presa proprio in queste ore dal Pescara Calcio, chissà se non sia proprio il mondo dello sport a fare da apripista ad una sorta di riequilibrio tra la politica e i cittadini.

A Pescara un consigliere comunale si sarebbe ribellato e avrebbe perfino minacciato la società perché la sua presenza sugli spalti – ha detto - sarebbe dovuta al controllo del suolo pubblico.

A Viterbo, città che ha una tradizione forse più orgogliosa delle sue radici, non dovrebbero arrivate reazioni scomposte. Forse.

E ognuno pagherà per godersi la partita dei Leoni gialloblù. Come dice il saggio: poco sì, ma pagherà.

 






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