

di Domenico Savino
VITERBO – L’attesa è durata un anno: un successo esterno della Viterbese mancava da troppo tempo. Un’attesa lunghissima (l’ultimo blitz fu a Castiadas nello scorso campionato) che è culminata con la vittoria di Sansepolcro. Campo sempre dolce per i gialloblu che al “Buitoni”avevano anche vinto diciassette anni fa. E allora fu promozione. Un segnale beneaugurate, si spera.
Da Sansepolcro la Viterbese torna con qualche certezza in più, frutto della vittoria che è sempre salvifica, ma soprattutto di una rinnovata mentalità, più battagliera, più da categoria. Sembra chiaro che a queste latitudini sono il carattere, la caparbietà, la voglia di portare in porto la nave in lidi sicuri che fanno la differenza in positivo.
Servono i “cognomi”, oltre ai nomi. Bene che Fiaschetti e soci lo abbiano capito per tempo, quando la prospettiva retrocessione stava diventando un’amara realtà. Il presidente ha sempre predicato un’idea che nel calcio trova pochi proseliti: quella di non esonerare l’allenatore quando le cose vanno male. E con la Viterbese ha preferito mettere nove giocatori fuori rosa e non esautorare dall’incarico Conticchio.
Così operando ha messo la squadra di fronte alle proprie responsabilità, dando carta bianca al tecnico e al neo direttore sportivo Maurizio Manfra. Risultato? la Viterbese, sfruttando un torneo mediocre, sta pian piano risalendo la china, recuperando in graduatoria: è un gruppo che lotta, corre, combatte. Ancora, però, non gioca bene, ma il tema del gioco sarà affrontato più avanti quando Conticchio avrà una rosa completa a sua disposizione.
E dal mercato che apre a giorni stanno arrivando i rinforzi: gente di categoria, utile per la serie D, perché la Viterbese deve uscire dalle sabbie mobili dei dilettanti per poter ambire a qualcosa di diverso. Gli innesti quasi sicuri di Lispi dal Pierantonio, Piccolo (un passato nel Messina), Vegnaduzzo puntero ex Huracan e Gaeta, Di Marco (stagioni a Grosseto e Monterotondo), Pucino di proprietà dell’Arzachena, più altri colpi a sorpresa che devono imprimere un altro passo al campionato dei gialloblu.
Altra nota positiva è il gol di Zagarella: il buon Lorenzo ha soli vent’anni, ma sta dimostrando una grande maturità. Sta affrontando da viterbese, insieme a Fabio Fapperdue altro prodotto del vivaio, questo difficile inizio di stagione, ma ne sta venendo fuori.
Sente di avere una maggiore responsabilità perché indossa la maglia della sua città sulle spalle e di profeti in patria ce ne sono pochi. Ma l’idea sussurrata di Fiaschetti di dare la Viterbese ai viterbesi inizia a muovere i primi passi: Conticchio e Manfra (quest’ultimo ha anche calcato il terreno della Palazzina) sul lato tecnico; i due giovani virgulti in campo a sudare per i colori sociali e a Sansepolco sono partiti sei under titolari.
Infine c’è l’onda lunga della vittoria in coppa Italia: l’accesso ai quarti potrebbe schiudere orizzonti, in ottica promozione, poco preventivabili. Infatti chi arriva in semifinale salta la prima parte degli spareggi play off accedendo alle fasi finali, in cui viene ripescata la migliore delle due semifinaliste sconfitte.
Tuttavia bisogna stare con i piedi per terra: l’ostacolo Santegidiese (probabilmente verrà richiesto di anticipare la gara fissata per il 15) sarà uno scoglio durissimo da superare e se si arrivasse in semifinale si incontrerebbe la vincente della sfida tra Nardò e Sant’Antonio Abate. Serve la spinta di tutti anche dei nuovi, per regalare ai tifosi un Natale più sereno.