ANNO 16 n° 273
La vita calcistica di Biagioni: dal Foggia di Zeman alla Viterbese
Con i satanelli e con la Fidelis Andria le migliori stagioni della sua carriera
30/03/2012 - 04:00

di Domenico Savino

VITERBO - In molti lo ricordano con la maglia rossonera del Foggia allenato da Zeman, quella squadra che ammaliava tutti con il suo gioco iper offensivo. Il 4-3-3 di quel gruppo ha fatto storia. Il fisico non lo aiutava molto, ma con i piedi incantava la platea: è Oberdan Biagioni. La Viterbese ha scelto di affidarsi al lui per il dopo Conticchio e di impostare con il tecnico ex Andria la prossima stagione.

La trattativa è stata piuttosto rapida: già nel post gara di Sant'Antonio Abate Carlo Graziani (vice presidente) aveva fatto intendere che oggi ci sarebbero state le prime mosse in proiezione futura. Manfra si è comportato di conseguenza. Serviva una svolta netta dopo la pessima traiettoria che sta prendendo la stagione della Viterbese.

E di traiettorie Biagioni se ne intende. Magistrali i suoi calci di punizione, parabole perfide, un incubo per i portieri avversari. Romano classe 1969 da calciatore era un centrocampista offensivo (dai piedi neanche a dirlo). Muove i primi passi nella Lazio, ma è il Cosenza a scoprire le doti del giovane Oberdan nella stagione '90-'91 dopo averlo prelevato dal Monopoli. Nel primo campionato ai piedi della Sila ottiene un'importante salvezza e si pongono le basi per un torneo di vertice l'anno successivo. Infatti il Cosenza lotta per la serie A fino all'ultima giornata quando il sogno svanisce al Via del Mare di Lecce.

La Puglia è nel suo destino e l'anno dopo lo chiama Zdenek Zeman nel suo Foggia, dove giocherà in più occasioni totalizzando 54 presenze e 8 reti. Tante abbastanza da attirare gli occhi dell'Udinese nella stagione '93-'94 e della Pistoiese inserie B nel 1995. 

Il sole e il caldo dello zoccolo d'Italia lo rapiscono e poco importa se approda ad Andria nel dicembre '96: la squadra del presidente Fuzio ha bisogno dell'uomo in grado di far compiere il salto di qualità. Biagioni porta gol e giovate di un'altra categoria. Per la Fidelis si realiza il sogno della B. In tutto le sue presenza sono 57 e le reti 18. Utili per farlo diventare l'idolo di un popolo.

Gli ultimi anni della sua carriera Biagioni li divide tra Brescia, Cosenza per la seconda volta, Crotone, Giulianova e Tivoli. E proprio sulla Tiburtina appende gli scarpini al chiodo per indossare la tuta da allenatore. 

Decisamente minori i successi in panchina: tanta gavetta tra Terracina e Ostia Mare per ritornare nel 2009 all'Andria perchè i primi amori non si scordano mai. Biagioni ha deciso di rilanciarsi, evidentemente il campo gli mancava, e per far questo Viterbo è il trampolino di lancio.

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