

Claudio Colangelo, sequestrato insieme a Paolo Bosusco la settimana scorsa da un gruppo di maoisti nello stato indiano dell'Orissa, è stato liberato. Lo ha annunciato la tv indiana Ndtv che già sabato aveva dato per avvenuto il rilascio di entrambi. Colangelo è stato consegnato direttamente nelle mani dell'emittente.
Intanto però sul twitter della tv indiana ci sono le prime dichiarazioni di Colangelo. «Chiamerò presto la mia famiglia in Italia» e poi un auspicio: «Spero che anche Paolo venga presto rilasciato. Noi non c'entriamo niente con questa guerra». Mentre direttamente a Ndtv ha detto: «é stata un'esperienza spaventosa».
Poi Colangelo è stato contattato telefonicamente da Sky Tg24. «Ho perso qualche chilo ma sto bene», ha sottolineato, «il morale è abbastanza alto». Nel corso della prigionia «ci siamo mossi nella giungla» e il trattamento è stato buono: «Hanno fatto di tutto per venirci incontro». Quanto alle circostanze che hanno portato alla cattura, Colangelo nega che stessero fotografando insieme a Bosusco qualcosa di proibito: «No, si sono fatte tante speculazioni, preferisco non entrare nel dettaglio. Stavamo facendo il bagno quando sono arrivati uomini armati».
Anche la Farnesina ha confermato il rilascio dell'ostaggio: «Claudio Colangelo è libero: il nostro connazionale - si legge in una nota- ha parlato al telefono con il console generale Joel Melchiori a Bhubanesvar e gli ha riferito di trovarsi in buone condizioni e di essere in viaggio con alcuni giornalisti indiani che erano riusciti a raggiungere la località dove erano trattenuti i nostri connazionali». Terzi rende noto che la notizia della liberazione è stata subito comunicata ai familiari di Colangelo, «condividendo con loro la grande soddisfazione della Farnesina e mia personale e sto cercando di mettermi direttamente in contatto con il nostro connazionale».
«Dobbiamo ora riportare a casa anche Paolo Bosusco», promette il ministro. «Il risultato di oggi rappresenta per tutti coloro che in questi giorni sono stati impegnati senza sosta sulla vicenda una motivazione ancora più forte per proseguire il lavoro verso una soluzione positiva anche per questo caso. In tal senso - conclude Terzi- continuiamo a contare sulla collaborazione e disponibilità da parte dalle autorità indiane, sia centrali che nello Stato dell'Orissa».
Corriere.it