ANNO 16 n° 271
La Tuscia tra siccità e piogge estreme, un territorio in bilico
Cambiamenti climatici e meteo imprevedibile mettono a rischio l’agricoltura locale e aggravano i problemi di gestione del suolo
Andrea
27/10/2024 - 04:23
di Andrea Farronato

VITERBO - È ormai un luogo comune dire che 'non esistono più le mezze stagioni', e gli eventi degli ultimi mesi sembrano confermare questa affermazione. La Tuscia si trova attualmente in una situazione critica, dovuta all'alternarsi di condizioni meteorologiche estreme. Dopo una lunga estate caratterizzata da siccità e temperature ben oltre la media, il territorio è stato colpito da intense piogge a partire da settembre.

Siamo di fronte a dati record: secondo alcune stime, a settembre le precipitazioni medie in Italia sono aumentate del 77% rispetto alla media del periodo 1991-2020. In particolare, nel Centro Italia questo incremento ha raggiunto il 93%, accompagnato da un aumento medio delle temperature di quasi 1 grado. Questo andamento si è protratto anche a ottobre, contribuendo a un surplus nazionale del 32% da inizio anno, pari a circa 43 miliardi di metri cubi d'acqua in più rispetto alla norma.

Tuttavia, le piogge recenti hanno apportato benefici limitati. Nonostante i numerosi giorni di maltempo, la siccità precedente ha lasciato il suolo arido in profondità, impedendo una ricarica efficace delle falde acquifere. Questa alternanza di situazioni estreme ha reso il territorio più vulnerabile all'erosione e alle frane, poiché i terreni indeboliti dalla siccità non riescono a trattenere l'acqua delle piogge intense.

Anche le colture locali sono a rischio. Si prevedono infatti cali produttivi per cereali e olive, risorse fondamentali per l’economia agricola della Tuscia. Le pratiche agricole dovranno adattarsi per migliorare la capacità dei terreni di trattenere umidità e ridurre gli effetti a lungo termine della siccità. La gestione dell’acqua e del drenaggio diventa quindi essenziale per evitare danni permanenti in vista di eventuali nuovi periodi di maltempo.






Facebook Twitter Rss