ANNO 16 n° 272
La Tuscia si conferma provincia artigiana d'eccellenza del Lazio
Secondo gli studi di Confartigianato sono 11mila gli imprenditori artigiani
22/06/2012 - 10:28

VITERBO - Sono oltre 11mila gli imprenditori artigiani nella Tuscia, che si conferma essere tra le province artigiane d’eccellenza del Lazio. Secondo il rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato, infatti, nel Viterbese il contributo dell’artigianato alla formazione del reddito è superiore al 14 per cento.

A Viterbo 23.644, ovvero il 96,4% delle imprese del territorio, sono rappresentate da microimprese (fino a 10 addetti) che rappresentano circa 44.454 occupati con un tasso di occupazione del 66,8% delle imprese. Ogni giorno nascono nel capoluogo della Tuscia e nella provincia 3 imprese: ci sono 2,6 imprese artigiane ogni 100 abitanti e 6.0 ogni 100 famiglie. Gli imprenditori artigiani sono oltre 11.000 di cui 10.408 titolari e 724 collaboratori.

“Grande importanza riveste l’imprenditoria femminile che rappresenta il 17,3% degli imprenditori locali – afferma il segretario provinciale Andrea De Simone -. L’incidenza femminile sul totale delle imprese attive è pari al 28,9%, il tasso più elevato in ambito regionale dopo Frosinone (32,7%), e superiore di 4,8 punti percentuali al dato medio nazionale (24,1%). Tuttavia - continua De Simone - questo dato è strettamente correlato alla difficoltà per le donne di inserirsi nel mondo del lavoro, per le quali l’autoimprenditorialità diventa l’ultima spiaggia prima dell’inoccupazione”.

Rilevante anche la presenza di aziende guidate da giovani imprenditori (under 35) sono 2417, di cui 461 donne, che rappresentano il 21,7% dell’imprenditoria viterbese

Il valore aggiunto nell’artigianato viterbese è di 966,8 mln di euro, il 15,2% del totale provinciale, e riguarda tre comparti in particolare: il manifatturiero (26,2%), le costruzioni (24,4%) e il commercio all’ingrosso e al dettaglio (23,2%). Di valore inferiore il contributo dei comparti dei servizi e dalle attività artistiche e di intrattenimento (intorno al 9%).

Imprese coraggiose che non si arrendono di fronte alla crisi, alle difficoltà di accesso al credito, ai numerosi oneri fiscali e burocratici. “Menziono – continua il segretario provinciale di Confartigianato - solo alcuni dati interessanti: 2.326,3 mln di euro, ovvero 0,3% del totale nazionale sono stati i finanziamenti alle imprese, mentre quelli bancari alle imprese con meno di 20 addetti sono stati calcolati per 994,8 mln di euro, il 42,8% del totale erogato a favore del settore produttivo”.

Un ruolo importante è rappresentato dai Confidi che hanno garantito nel 2012 finanziamenti pari a 470 mln di euro. Ad aggravare la situazione delle imprese artigiane della Tuscia la burocrazia che, nel Centro Italia, costa alle aziende con dipendenti 12.800 euro (12.647 euro la media nazionale). “Basti pensare - aggiunge De Simone - che occorrono in media 2.517 giorni per completare i procedimenti di giustizia civile, 1.105 per concludere un procedimento giudiziario in materia fiscale, 3.960 i giorni necessari per chiudere un fallimento”.

Infine, in merito a utilities, servizi pubblici locali, infrastrutture e capitale sociale la situazione delle imprese laziali è simile a quella della media nazionale, ad eccezione dei servizi per l’infanzia, adottati solo dal 39,2% dei Comuni nel Lazio, contro una media del 56,8%.

 






Facebook Twitter Rss