ANNO 16 n° 54
La Tuscia Rotary riflette sulla Leadership del nostro tempo
L’incontro si è svolto nella sala conferenze del Museo delle Ceramiche, messo a disposizione dalla Fondazione Carivit
23/02/2026 - 16:52

 

VITERBO - Dopo più di 10 anni i cinque Club Rotary della Tuscia hanno vissuto un evento insieme, organizzando un Convegno presso la meravigliosa sala del Museo delle Ceramiche a Viterbo.

Sabato 21 febbraio si è, infatti, tenuto nella Città dei Papi un convegno sulla Leadership che ha visto uniti e presenti i cinque club Rotary della Tuscia.

L’incontro si è svolto nella splendida sala conferenze del Museo delle Ceramiche, messo a disposizione dalla Fondazione Carivit (a cui sono stati rivolti i ringraziamenti dei Presidenti), scelta per la forte valenza simbolica, quale luogo che custodisce “oggetti” che rappresentano la comune storia quotidiana degli antenati dei soci di tutti i club presenti.

L’incontro voleva stimolare una riflessione sul tema dell’errore e del fallimento, quale strumento di crescita per i leader del nostro tempo. I lavori e le relazioni hanno avuto inizio dopo i saluti dei Presidenti dei Club Rotary: Giuseppe Micarelli per Bolsena Ducato di Castro, Simone Scungio per Flaminia Romana, Marco Bigiotti per Montefiascone Lago di Bolsena, Loredana Vaccarotti per Sutri Tuscia Ciminia, Alexia Paolocci per Viterbo.

David Trotti ha illustrato lo stato dell’arte della Leadership in un tempo caratterizzato da volatilità, incertezza, complessità e ambiguità (il cosiddetto contesto VUCA), soffermandosi sul significato dell’essere Leader nel Rotary nel nostro tempo fluido.

Loredana Vaccarotti ha parlato del ruolo della testimonianza e della reputazione per la leadership, toccando il suo valore per il nostro territorio.

Mauro Barlozzini ha affrontato la connessione tra leadership e servizio, soffermandosi sulla figura del Servant Leader.

Infine, Giancarlo Stincarelli ha aiutato a riflettere sul valore dell’errore, visto come strumento di accrescimento della Leadership.

Grande soddisfazione per l’evento e per i contenuti è stata espressa dai numerosissimi presenti, tra cui i soci dei Club del territorio ed alcuni Presidenti di Club Romani: Pino de Roma, Presidente del Rotary Club Roma Foro Romano, e Nunzia Esposito, Presidente del Rotary Club Roma Polis, nonché alcuni ospiti esterni al mondo rotariano, come Wanda Selva, Presidente FIDAPA di Viterbo.

Gli spunti di altissima qualità emersi dal convegno hanno permesso ai presenti di riflettere sul rapporto tra l’essere leader ed il nostro tempo, cercando di cogliere quelli che sono gli elementi che stanno emergendo nel “nuovo mondo”, frutto della tecnologia e dei nuovi paradigmi culturali. Il tutto ponendo l’accento sul valore della condivisione e della contaminazione tra le diversità.

La ricchezza del convegno è stata proprio l’aver messo a confronto, fondendole, cinque diversità all’interno di un evento proiettato al futuro. Aspetto, questo, sottolineato nella conclusione della Presidente del Rotary Club di Viterbo, Alexia Paolocci, che ospitava l’incontro e che, in primis, ha voluto ringraziare il Presidente della Fondazione Carivit di Viterbo per aver messo a disposizione il meraviglioso Museo delle Ceramiche, nonché il facilitatore del Club, e incoming dello stesso, David Trotti per la splendida organizzazione dell’incontro.

La Presidente ha concluso sottolineando che si è trattato di un incontro significativo, al quale ha partecipato con curiosità e dal quale ha potuto apprendere molto, ricevendo numerosi stimoli dalle ricchezze culturali messe a disposizione e condivise tra i club. Le ruote dei Club coinvolti hanno così girato in perfetta armonia, attivando l’ingranaggio in sinergia e spirito rotariano. I Club della Tuscia hanno così dato vita ad esperimento pienamente riuscito, che ha rappresentato un grande successo e che ci si augura possa proseguire con altre attività.

L’evento si è concluso con una conviviale a base di piatti del territorio che i numerosi partecipanti hanno vissuto e gustato presso l’Hosteria del Sor Bruno, nella particolare e splendida cornice del quartiere medioevale viterbese di San Pellegrino.






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