


VITERBO - (A.S.) Continua a salire la bolletta dell’acqua nella provincia di Viterbo. Secondo i dati emersi nel 20esimo rapporto sul servizio idrico integrato a cura dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, nel 2024 mediamente una famiglia viterbese di tre persone ha speso 656 euro di bolletta idrica. Un 6,7 percento in più rispetto all'anno precedente. Peggio di noi solo la provincia di Frosinone con una bolletta media di 917 euro a famiglia. La media regionale risulta invece pari a 568euro. In linea con il dato nazionale la dispersione idrica derivante da infrastrutture obsolete, che si attesta nella media nazionale del 40percento.
'Nella nostra provincia - ha affermato Yuri Cavalieri, consigliere Rc di Civita Castellana e 'amministratore in blu' - la corretta gestione della risorsa idrica presenta ancora delle criticità da risolvere. Il costo dell'acqua sopra la media e la privatizzazione daranno il colpo di grazia a questo servizio. Questi dati dimostrano ancora una volta come la gestione privatistica della Talete non abbia portato ad alcun risultato e di come ci sarebbe bisogno di una vera gestione pubblico e meno privatistica. A Frosinone, dove la gestione idrica è in mano ad Acea, che tratta questo territorio come una colonia, i risultati sono disastrosi e sotto gli occhi di tutti. Se vogliamo abbassare le bollette l'unica soluzione resta una gestione completamente pubblica dove i costi della dearsenificazione siano presi in carico dalla fiscalità regionale e non scaricati sulle tasche dei cittadini.
Sul problema è intervenuto anche un gruppo di consiglieri comunali (Biondi, Pinardi, Bonanni, Gregori, Tizi, Ranfone, Agostini, Corniglia, Cesarini, Piroli) che si è addentrato nella lettura del Piano operativo annuale di Talete in relazione alla paventata ma 'ormai data per scontata vendita ad un soggetto privato della partecipata'.
'Con l'ingresso del privato - dichiarano - si prevedono flussi finanziari di 32 milioni di euro destinati prevalentemente al pagamento delle pendenze con i fornitori; per effetto dell'ampliamento del numero di Comuni gestiti da Talete il costo annuale per l'energia elettrica schizzerà a circa 19 milioni di euro e sempre per le stesse motivazioni il personale dipendente salirà da 140 a 270 occupati nel breve periodo. Vengono certificati ingenti apporti di denaro pubblico per un totale complessivo di circa 65 milioni di euro nel triennio 2025/2027 destinati ad investimenti e i ricavi annuali passeranno da circa 68 milioni di euro del 2025 a circa 78 milioni nel 2027. Vengono infine confermati gli aumenti tariffari che pagheranno i cittadini in bolletta rispettivamente del 8,2% nel 2025, 5,6% nel 2026 e 5,5% nel 2027. '.
'Di sicuro è sotto gli occhi di tutti - dichiarano infine - il fallimento politico degli ultimi 20 anni dei soci di Talete. La privatizzazione non aiuta il processo di risanamento. Siamo certi che la realizzazione di impianti di energia rinnovabile per abbassare il costo annuo di energia ed il cui beneficio venga riversato a riduzione delle bollette dei cittadini sarebbe visto in maniera differente rispetto a quelli realizzate da grandi multinazionali che poi si portano via energia e profitto senza lasciare nulla di positivo al territorio'.