ANNO 16 n° 272
'La tradizione ceramica civitonica deve tornare ad essere il collante di questa comunitą'
Augusto Ciarrocchi presenta il suo ultimo libro sulla storia della ceramica dal 1792 al 1929
Alessandra
21/05/2023 - 02:57
di Alessandra Sorge

CIVITA CASTELLANA - 'La tradizione ceramica civitonica deve tornare ad essere il collante sociale di questa comunità. Un legame che sia capace di rinsaldare aziende e collettività e che al contempo sappia rispecchiare le origini ancestrali di questo distretto, che nella ceramica ha fatto la sua fortuna'.

E' da questa riflessione che nasce l'idea dell'imprenditore Augusto Ciarrocchi di scrivere il suo ultimo libro 'L'industria ceramica a Civita Castellana, fabbriche e ceramisti dal 1792 al 1929', presentato ieri mattina nella curia vescovile nell'ambito della rassegna 'Buongiorno Ceramica'. Un pensiero del sindaco Giampieri è andato a Faenza, comune legato anch’esso alla tradizione ceramica , che in questi giorni sta vivendo momenti drammatici a causa dell’alluvione.

In una sala gremita di imprenditori, amici e cittadini, il vice presidente di Confindustria ceramica ha ricordato il caro amico Giorgio Felini, recentemente scomparso, per poi analizzare le tappe che hanno contraddistinto la sua ricerca storica e bibliografica, intervallate da qualche simpatico aneddoto.

Una ricerca frutto di un lavoro certosino durato cinque anni, uno sforzo d'indagine particolarmente complesso, che ha permesso all'autore di risalire alle radici storico-sociali della ceramica locale, dalla fase artigianale fino a quella industriale, incrociando dati e fatti storici reperiti tramite gli atti ufficiali della fondazione, dai registri di stato civile, dalla mastodontica documentazione di giunta e consigli comunali, e da una variegata documentazione in mano ai privati.

'Ho iniziato questo viaggio - ha detto Ciarrocchi - perchè mi sono appassionato alla storia dei ceramisti, che nella sua definizione raggruppa sia imprenditori che operai. Questo libro parla di ceramica ovviamente contestualizzata nella nostra realtà territoriale. Ho scoperto, ad esempio, che qui a Civita Castellana esisteva già nel secolo scorso una scuola di arte ceramica. Sono partito dal 1792, anno della concessione a favore dei Mizelli e di Valadier per l'apertura della fabrica pontificia, considerata la prima produzione industriale della ceramica civitonica, e mi sono spinto fino al 1929'.

Particolare attenzione è stata riservata all'avvento della ceramica sanitaria, risalente agli inizi del novecento, con riferimento ad alcuni imprenditori locali come, ad esempio, Giuseppe Vincenti che costruì la piccola fornace sul ponte di Terrano, o il dottor Percossi che fu il primo ad avviare la produzione di piastrelle. E poi, ancora, la storia della celebre fabbrica Marcantoni:'che nacque - precisa Ciarrocchi - a inizio secolo come cooperativa composta da 52 operai e che, allo scoppio della prima guerra mondiale, fallì e cambiò ragione sociale a causa della partenza degli operai al fronte e all'aumento del costo delle materie prime'.

Nel ripercorrere le tappe storiche di questa realtà imprenditoriale, Ciarrocchi ha avuto modo di raccontare anche la storia dei ceramisti e delle loro famiglie, introducendo la platea ad una riflessione particolarmente condivisa:'Tutti noi abbiamo qualcuno in famiglia legato alla ceramica, un padre, un fratello, una madre – ha detto -.Questo fa parte della nostra memoria storica e deve essere tramandato alle generazioni future, affinché il nostro patrimonio non venga disperso. Quindi - conclude - esorto chiunque abbia in casa documenti o reperti ceramici, di consegnarli al museo della ceramica in ricordo di quello che siamo stati e che continueremo ad essere nel futuro'.

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