


VITERBO - Un omaggio alla Macchina di Santa Rosa o un ''copia incolla'', come è stato già definito da qualcuno? Il dibattito è aperto. Il fatto certo è che sul progetto della giunta comunale di Frosinone di costruire un campanile che cammina rischia di aprirsi un vero e proprio caso ''diplomatico'' tra il capoluogo della Tuscia e quello ciociaro.
La macchina a spalla di Frosinone si chiamerà ''Torre della pace'', in onore dei santi patroni Silverio e Ormisda. E anche se di dimensioni più piccole rispetto all’originale viterbese (15 metri, per un peso di circa 1.500 kili) il concetto è praticamente identico.

L’iniziativa, si legge sul sito del Comune di Frosinone, nasce ''per celebrare la prossima ricorrenza religiosa del prossimo 20 giugno, che potrebbe coincidere con il momento di uscita ovvero del superamento delle situazioni di massima criticità dalla pandemia degli ultimi mesi''. L’opera ''trae origine dal concept architettonico realizzato nel 2013 dall’Accademia di Belle Arti di Frosinone e avrà un valore di catarsi laica, dopo l’emergenza sociosanitaria, oltre che di riconciliazione con la storia religiosa e civile della città di Frosinone, che trae le origini nel VI secolo d.C''.
Ma nella cittadina del sud del Lazio c’è chi la pensa diversamente. Come Angelo Pizzutelli, capogruppo del Partito democratico: ''Premesso e fatto salvo il dovuto rispetto per il lavoro nel quale si cimenteranno i progettisti e i tecnici ci mancava anche di emulare, copiare ed incollare questo totem della rievocazione storica e culturale della Tuscia. La Giunta comunale darà nuova linfa e moda alla festa patronale andando addirittura a scomodare e scimmiottare la Tuscia, Viterbo e i viterbesi con buona pace delle nostre tradizioni e di quel senso di appartenenza frusinate umiliato e svenduto''.