

BASSANO ROMANO - La notizia della morte di Gaia Punzi ha riacceso le proteste e le polemiche, mai sopite, sulla sicurezza della strada in cui è avvenuto l'incidente, la provinciale 40.
Tra gli altri spicca la denuncia dell'associazione 'Bassano partecipa'.
''Dopo sei mesi dall’accaduto e alla vigilia del nuovo anno scolastico, Comune, Provincia e Cotral cosa hanno fatto per migliorare le condizioni di sicurezza su via San Vincenzo? - si chiede l'associazione - Abbiamo appreso con grande dolore la notizia della morte della giovane studentessa di Bracciano, vittima di un incidente stradale a Bassano Romano nel marzo scorso.
Morire quando si è giovani è qualcosa di innaturale, farlo mentre ci si reca a scuola è profondamente inaccettabile.
Pur sapendo che nulla potrà lenire un dolore così atroce, vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza alla famiglia''.
''Bassano partecipa'' ritiene che ''onorare la memoria di questa povera ragazza deve significare anche evitare che quello che le è successo non capiti più. E allora non può non balzare agli occhi come a sei mesi da quel terribile incidente su quel tratto di strada (già teatro in passato di un altro incidente mortale) non sia cambiato nulla.
Alla costernazione e al dolore di quei giorni di marzo - prosegue l'associazione - non è seguito nulla di concreto che potesse modificare lo stato di pericolosità di quel tratto di strada, né da parte della Provincia di Viterbo (competente sulla rete stradale e sulla programmazione della offerta scolastica), né da parte del Comune nel cui territorio insiste quel maledetto tratto di strada.
Siamo alla vigilia dell’apertura di un nuovo anno scolastico - conclude - quando, grazie anche alla previsione di nuovi indirizzi, quella strada sarà frequentata ogni giorno da centinaia di studenti, è possibile pretendere da Comune, Provincia di Viterbo e Cotral, che quei ragazzi possano venire a studiare in assoluta sicurezza?''