ANNO 16 n° 272
La speranza della Liberazione
Oggi la liberazione dalla dittatura fascista, a breve dalle restrizioni sanitarie

Oggi è l’anniversario della Liberazione d’Italia e domani la maggior parte delle regioni può tirare un sospiro di sollievo dalle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria.

La particolare coincidenza potrebbe essere di buon auspicio: dopo il 1945 (anno in cui è stata istituita la festività), infatti, l’Italia si è liberata di uno dei periodi più cupi della storia, caratterizzato da morti e restrizioni dovute alla guerra e alla dittatura fascista.

In un certo senso nel 2021 l’Italia si trova a vivere una situazione simile al 1945, anche se in quegli anni la dittatura era di stampo politico e le norme restrittive non erano a favore del benessere delle persone, ma volte a limitarne la libertà per favorire il potere politico e militare.

Il concetto di dittatura sanitaria è una contraddizione in termini, ovvero un ossimoro, in quanto la dittatura è incentrata unicamente su benefici elitari, mentre i questi giorni tutto è volto a preservare i cittadini da un possibile contagio. Le restrizioni che gli italiani sono stati costretti a subire hanno provato significativamente le tasche e, sicuramente, anche il loro futuro. E’ comprensibile, quindi, la rabbia di molti cittadini che hanno dovuto abbassare la saracinesca e arrancare con le unghie e con i denti per arrivare a fine mese.

Però mescolare i due fenomeni è socialmente rischioso e culturalmente dannoso, in quanto un individuo poteva essere perseguitato in base alla propria sessualità, colore della pelle, credo religioso e anche per avere un pensiero politico e sociale differente dal regime fascista.

Anche durante quegli anni vigeva il coprifuoco. A differenza dei giorni attuali, dove si paga una multa per non averlo rispettato, in quel periodo si rischiava una pallottola. E’ sempre bene rispettare le regole, ma se vengono infrante è meglio pagare con del denaro i propri peccati anziché con la propria vita.




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