ANNO 16 n° 273
La Spagna si ferma per lo sciopero generale
29/03/2012 - 10:05

I lavoratori spagnoli hanno iniziato nella notte uno sciopero generale contro la riforma del mercato del lavoro, raggruppandosi fuori dai mercati all'ingrosso di Madrid e altre città, interrompendo le trasmissioni di alcune emittenti televisive e arrestando la produzione in vari stabilimenti automobilistici in tutto il Paese, tra cui quelli di Renault, Seat, Volkswagen e Ford.

Il ministero dell'Interno ha comunicato che 58 persone sono state fermate e nove sono rimaste ferite negli scontri avvenuti appena dopo la mezzanotte, quando lo sciopero è ufficialmente iniziato. I sindacati spagnoli si oppongono alla riforma in quanto rende più semplici e meno costosi i licenziamenti e permette alle aziende di tagliare unilateralmente i salari. Secondo il governo, invece, l'idea alla base del decreto sul lavoro è quella di rendere la Spagna più competitiva appena l'Europa riuscirà a uscire dalla crisi.

Il tasso di disoccupazione spagnolo è al 23%, livello record nel continente, e il dato sale a quasi al 50% per quanto riguarda i soli giovani. Le due principali sigle sindacali spagnole sperano che lo sciopero di oggi riscuota successo, possibilmente più di quello del 2010, quando i lavoratori scesero in piazza contro le riforme, meno aggressive, messe in atto dai socialisti. Secondo il ministro delle Finanze Cristobal Montoro «il problema non è se allo sciopero parteciperanno in tanti o in pochi, ma se la Spagna riuscirà a uscire dalla crisi. È questa la posta in gioco - ha spiegato - e il governo non cederà». Venerdì l'esecutivo presenterà il nuovo budget, che prevede decine di miliardi di euro in misure per la riduzione del deficit, dopo un logorante tira e molla con Bruxelles.

Sindacati e amministrazione pubblica hanno raggiunto un accordo sui servizi minimi, che potrebbe limitare l'impatto dello sciopero, senza contare la ritrosia di molti lavoratori a perdere un giorno di paga in tempi di grande rigore. Ma oltre ai lavoratori, in un contesto di crescente malcontento sociale, anche gli studenti sono sul piede di guerra, e centinaia di manifestazioni sono previste in decine di città spagnole. A Madrid si prevede che siano attivi il 30% dei collegamenti metro, mentre dovrebbe circolare il 20% dei treni nazionali e il 30% di quelli regionali. Iberia, Air Nostrum e Vueling hanno cancellato in media il 60% dei voli. Almeno nella capitale, comunque, i servizi sanitari e le scuole dovrebbero funzionare quasi normalmente.

Lo sciopero generale cade proprio nei 100 giorni di governo di Rajoy, mentre si moltiplicano nuovi timori sulla tenuta dei conti pubblici del paese iberico. «Nessun governo in 100 giorni ha fatto altrettante cose: probabilmente è per questo che dobbiamo affrontare uno sciopero generale», ha detto Rajoy da Seoul, dove si trovava per il vertice sulla sicurezza nucleare. «L'errore sarebbe non fare nulla». I sindacati, Comisiones Obreras (CCOO) e Union General del Trabajo (Ugt) la pensano in modo radicalmente diverso: «È la risposta giusta a una riforma brutale del mercato del lavoro», ha detto Ignacio Fernandez Toxo, segretario generale di CCOO.

Dei conti pubblici spagnoli si occuperà la riunione dei ministri delle Finanze Ue prevista per venerdì a Copenaghen. L'esecutivo di Madrid vuole cercare di ridurre il rapporto deficit/pil per il 2012 al 5,3%, dopo che nel 2011 il rapporto è stato all'8,5%, ben al di sopra dell'obbiettivo del 6% concordato in sede Ue. I tagli di spesa per 8,9 miliardi di euro e l'aumento delle tasse per 6,3 miliardi potrebbero non essere sufficienti, e diversi economisti valutano intorno ai 50 miliardi l'ammontare degli sforzi di bilancio necessari per l'anno in corso per raggiungere l'obiettivo 2012, tenuto conto di una crescita negativa dell'1,7%.

Corriere.it






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