

Due anni fa, poco prima che li arrestassero, vagheggiavano di punire il clan rivale con un'autobomba nella piazza principale di Adrano. Oggi, nove presunti membri della cosca Scalisi, collegata allo storico clan Laudani, sono liberi per decorrenza dei termini. Condannati in primo grado per reati che vanno dalla mafia alle estorsioni, hanno potuto lasciare il carcere perché la sentenza non è mai stata depositata dal gup Edoardo Gari. Un ritardo che ha innescato la protesta delle associazioni antiracket con in testa Addiopizzo che hanno sollecitato interrogazioni parlamentari per ottenere chiarimenti dal ministro.
Il giudice Gari, presidente aggiunto dei gip, si giustifica con la mole di lavoro che incombe sull'ufficio, alle prese con organici all'osso. Il primo a beneficiare delle disfunzioni è Francesco Coco, di Biancavilla, al quale restavano da scontare 8 anni e 8 mesi per mafia, furto, estorsione e incendio. A 34 anni è considerato il giovane 'in carriera' del gruppo nonché l'aspirante nuovo capo. Porte aperte anche per Antonio Scarvaglieri (residuo pena: 3 anni e 4 mesi per mafia e detenzione d'armi); Carmela Scalisi (3 anni e 4 mesi per mafia), considerata la portavoce del figlio Giuseppe Scarvaglieri, che si trovava già ai domiciliari per motivi di salute; Roberto Zitello (7 anni e 4 mesi per mafia), Pietro Severino (5 anni e 4 mesi per mafia), Giuseppe Santangelo (3 anni 4 mesi per mafia), Giuseppe Chiaramonte (4 anni e 4 mesi per mafia), Antonino Sanfilippo (3 anni e 10 mesi, per mafia e armi) e Salvatore Chiaramonte (3 anni e 10 mesi per mafia e armi).
Altre quattro persone del gruppo erano già state scarcerate in precedenza con varie motivazioni mentre il capofamiglia Giuseppe Scarvaglieri si trova oramai all'ergastolo.
A Palazzo di Giustizia crea parecchio imbarazzo. Il procuratore facente funzione Michelangelo Patanè tiene a sottolineare che 'su richiesta della Procura sono state applicate tutte le misure restrittive possibili applicabili quando ci si trova di fronte a casi di scadenza di decorrenza dei termini: dall'obbligo di dimora all'obbligo di firma, all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria'.
(Repubblica.it)