


di Fabio Tornatore

VITERBO - 'Il dimensionamento scolastico colpisce realtà più deboli e svantaggiate, senza un trasporto pubblico tra comuni molte famiglie vengono messe in seria difficoltà'. A parlare è il sindaco di Grotte di Castro, Domenico Rizzello. Si è svolto, infatti, giovedì scorso, in Regione Lazio, l'incontro 'La scuola non si taglia', nel quale hanno partecipato diversi protagonisti della Scuola Pubblica, 'vittime' del dimensionamento scolastico che accorpa istituti con meno di 600 iscritti, allontanando ancora più lo Stato dai cittadini.
'Questo provvedimento' spiega Rizzello 'va in contrasto con le Linee Guida regionali che stabiliscono che dall'accorpamento vengano escluse le aree montane. Vengono colpiti i comuni di Grotte di Castro, Gradoli, Latera, San Lorenzo Nuovo e Bolsena, per un totale di 9500 abitanti circa, dislocati non al centro di Roma, con Metro e Atac, ma in zone rurali e distanti tra loro, e senza un trasporto pubblico tra i comuni, per cui molti cittadini si troveranno in grosse difficoltà per raggiungere le segreterie. Viene meno dunque sia il principio costituzionale di sussidiarietà, che stabilisce che i servizi devono essere più vicino possibile al cittadino, ma anche il principio, sempre costituzionale, di libero accesso alla scuola. Qui abbiamo anche tantissime famiglie di immigrati per esempio, che non posseggono un'automobile e si spostano con i mezzi'.
'Il messaggio che vogliamo che passi' spiega il sindaco di Caprarola, Eugenio Stelliferi 'è che la scuola non è una spesa pubblica, ma un investimento. Non si può fare una valutazione solamente in base al numero nei piccoli centri. Con la chiusura delle presidenze e delle segreterie in paesi piccoli come quelli che si trovano in provincia di Viterbo si allontana lo Stato dai territori, e si impoverisce la realtà dei borghi che si spopoleranno ancora di più. In questo modo si fanno morire i territori: dove ci sono pocho iscritti perchè piccoli centri si tolgono anche i servizi che già ci sono. Il dimensionamento è stato passato come un evento inevitabile, quando per esempio la Regione Emilia Romagna ha deliberato contro il taglio degli istituti e non l'ha attuato'