ANNO 16 n° 273
La scala maledetta dell'ospedale S. Rosa ancora senza grate
Tre tragedie in meno di dieci anni: quando la sicurezza diventa un miraggio
03/03/2025 - 07:54

VITERBO - Era il 25 novembre 2024, quando alle 7 del mattino un urlo agghiacciante ruppe il silenzio di una mattina qualsiasi nel piazzale difronte all’ingresso del blocco B dell’allora ospedale Belcolle.

In un istante su quell’asfalto finì la vita di una 44enne viterbese, che cadde dall’ormai tristemente famosa scala antincendio dell’ospedale.

Purtroppo, non era la prima (ma speriamo l’ultima) di una serie di tragedie che hanno sempre avuto come protagonista quella maledetta scala.

Il 17 novembre 2017, toccò a una 41enne di Sant’Angelo di Roccalvecce di calcare per l’ultima volta quei gradini.

Ancora prima, Il 20 settembre 2015, una 42enne romana di origini straniere, dopo una visita specialistica negli ambulatori e un campari al bar dell’ospedale, morì dopo un altro “incidente” che la fece precipitare dalla stessa scala.

Ora l’ospedale si chiama Santa Rosa, ma la scala ancora non ha delle grate di protezione.

La mattina dell’inaugurazione del nuovo blocco, che peraltro ha una scala antincendio ingabbiata, centinaia di occhi hanno visto scoprire la gigantesca statua della santa patrona di Viterbo.

Il volto della santa bambina è stato rivolto opportunamente verso la città, come a voler simboleggiare la sua secolare veglia sulla vetus urbs.

Ma forse sarebbe stato meglio girarla dall’altro lato per permetterle di vegliare su quella scalinata da dove è partito l’ultimo viaggio di tante persone.

Perché, come si sa, dove gli uomini non agiscono si spera nell’intercessione dei santi.






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