

di ARNALDO SASSI
Dicono che Massimo Fattorini sia un bravo medico. Nella sua specializzazione di urologo sembra che sia negli anni diventato un punto di riferimento costante per i pazienti viterbesi con problemi di prostata o altro che si rivolgono a lui per farsi curare. Tra l’altro l’uomo lavora da tempo nell’equipe di Antonio Rizzotto, una celebrità nazionale in campo medico (tra i suoi pazienti anche l’onorevole Antonio Di Pietro, che anni fa arrivò in gran segreto a Viterbo per farsi operare da lui), il che è senza dubbio un’ulteriore garanzia.
Il problema è che da qualche anno a Fattorini è venuta voglia di dedicarsi anche alla politica e, dopo molto peregrinare da un palazzo all’altro delle istituzioni viterbesi, il 23 gennaio dello scorso anno è riuscito finalmente a coronare il suo sogno, diventando assessore a palazzo dei Priori con deleghe allo sviluppo della competitività delle imprese, alle attività produttive, alle politiche commerciali, nonché al potenziamento e all’innovazione della pubblica istruzione locale. Tutte materie, come il lettore può ben intuire, che si sposano alla perfezione (sic!) con la specializzazione raggiunta dal nostro, dopo anni di faticosissimi studi.
Dimostrazione ne sia quanto pubblicato sulla cronaca viterbese del Messaggero, dove si racconta che con tutta probabilità, dal prossimo anno scolastico, i 1.600 alunni che usufruiscono ogni giorno della mensa comunale da ottobre saranno costretti a stare a dieta. E il perché è presto detto. L’assessore Fattorini infatti, nel predisporre il nuovo bando per l’appalto mense, sembra si sia dimenticato di far approvare una variazione di bilancio per coprire la spesa. In pratica, palazzo dei Priori ha previsto un milione e 200 mila euro, ovverosia quanto speso fino a oggi, anziché un milione e 600 mila, ovvero quanto costerà il nuovo servizio. “Perché la spesa – ha scritto Giuseppe Ferlicca sul quotidiano romano - è stata adeguata; ma soprattutto, grazie al lavoro in commissione e in consiglio, si è stabilito che il cibo fosse a chilometri zero, utilizzando prodotti biologici, e che il centro cottura fosse il più vicino possibile alle scuole”.
E adesso? Siccome manca la copertura finanziaria, gli uffici si rifiutano di bandire la gara, la quale - oltretutto - è a carattere europeo e, se tutto va bene, abbisogna di almeno otto mesi di tempo. A partire da se e quando si riuscirà a risolvere il pasticcio. Un pasticcio di non facile soluzione, dal momento che ora sarebbe indispensabile una proroga per il bilancio. “Ma la proroga – ha detto Alvaro Ricci, vice capogruppo del Pd - non è così semplice da ottenere, in quanto va motivata da esigenze impreviste e imprevedibili. E qui non c’è niente di tutto questo”.
In attesa di sapere come andrà a finire, rimane però la vera riflessione da fare: ovverosia che ognuno dovrebbe svolgere il suo lavoro, possibilmente al meglio, e che le improvvisazioni poi si pagano. Purtroppo la politica (locale e nazionale) ci ha dimostrato da tempo che è bravissima nel mettere l’uomo sbagliato al posto sbagliato. E Fattorini (ma ce ne sono anche altri) ne è il classico esempio. Sarebbe invece ora che ad amministrare gli enti pubblici fossero chiamate persone competenti nel settore di cui sono chiamate a occuparsi. Già questo sarebbe un bel salto di qualità, in base al detto popolare : “A ognuno il suo mestiere. E il lupo alle pecore”.
Ps: Leggo che il mitico Fattorini, in men che non si dica, ha trovato la soluzione: aumenteranno le tariffe per gli utenti. I genitori degli alunni ringraziano sentitamente.