

di Andrea Arena
E finisce qui, come quei film cecoslovacchi (ma con sottotitoli in tedesco) dei quali non si capisce nulla, o come quelle partite di calcio talmente spettacolari che già si sa passeranno alla storia.
Finisce qui la direzione del sottoscritto a Viterbonews24: da domani, martedì (save the date, come diceva quello) saranno effettive le dimissioni già presentate da tempo all'editore.
Dice: chi se ne frega. Obiezione accolta. In realtà, è già insopportabile quando un giornalista parla di sé stesso in un pezzo, è una cosa maleducata, e ingombrante (''Arena, scansete, ché voglio leggere l'articolo''). Però stavolta qualche spiegazione è necessaria, almeno per i lettori di questo giornale, i famigliari più stretti, e naturalmente il ministero della Propaganda, che ci segue sempre con affetto.
Dunque, alla base di queste dimissioni ci sono ''motivi di salute'' del sottoscritto. Tutto qui, tutto rinchiuso in questa frasetta che a scuola si usava sempre con paraculo sollievo per giustificare un giorno (o una settimana) di assenza.
Motivi di salute, già, e neanche tanto clamorosi, né romantici. Niente a che vedere, insomma, con malattie gravissime e terribili come quella che, prima di portarselo via, il grande Pietro Calabrese raccontò passo passo su Panorama. Né tantomeno morbi terribili come la Sla, che Stefano Borgonovo ebbe il coraggio e l'irriverenza di definire La Stronza nel suo libro. Qui, si parva licet, parliamo di una malattia modesta, de provincia, talmente sfigata che in due mesi di ricoveri e analisi e prelievi e ipotesi e chiacchiere, dottori e professori non sono ancora riusciti a inquadrare.
Una fine ingloriosa, insomma: sarebbe stato certamente più figo essere cacciato su due piedi dall'editore (''Scusa Arena, ti devo sostituire: ho trovato un altro direttore più bravo, più bello e soprattutto più magro''), o magari lasciare dopo aver pubblicato uno scoop mondiale, naturalmente falso. Invece è tutto qui.
Ma visto che per guidare un giornale sano e vitale – come è Viterbonews24 – serve al vertice una mente e un corpo sano, e che le cose che succedono in questa città e nella provincia debbono essere seguite con attenzione, coerenza, e lucidità, meglio lasciare ad altri il ruolo. Con la consapevolezza che i direttori (malati, o sani) passano, mentre l'anima di un giornale, di una redazione, e in fondo di un qualsiasi posto di lavoro, restano. Specie se affidati a persone competenti e appassionate come l'editore (che non smetterò mai di ringraziare) e la redazione (che abbraccio dolcemente, anche per evitare ulteriori dolori al torace).
Avanti Viterbonews24, allora: il futuro appartiene a voi. Per il sottoscritto, stasera, un brindisi con flebo doppia: agitata, non mescolata.
andrea.arena100@gmail.com