ANNO 16 n° 274
La Ro.Ri dą degli imbecilli ai lavoratori
senza stipendio
in un documento affisso nella bacheca
Oggi la manifestazione di protesta
22/06/2012 - 01:54

VITERBO – ''Qualche imbecille negli ultimi giorni ha rilasciato dichiarazioni non veritiere, permettendo ad alcuni organi politici e di stampa di strumentalizzare le informazioni a danno della nostra immagine''. Così il gruppo Ro.Ri, in un comunicato affisso nella bacheca aziendale della clinica Nuova Santa Teresa di Viterbo, definisce i lavoratori che non hanno ancora percepito lo stipendio di maggio e la tredicesima.

La loro colpa, come si legge nel documento, è di aver svelato di non essere stati pagati per il lavoro svoto e di aver indetto una manifestazione di protesta. 

L’azienda di Roberto e Fabio Angelucci, due dei principali imputati nella maxi inchiesta sulla Asl di Viterbo,  si giustifica sostenendo che ''l’iter amministrativo avviato da mesi con l’autorità giudiziaria di Viterbo si è concluso questa mattina con la produzione di ulteriore documentazione. Pertanto si ribadisce con forza la volontà di questa azienda di onorare l’impegno sempre profuso dal personale nello svolgimento dell’attività lavorativa, garantendo l’erogazione della mensilità di maggio 2012 non appena ci verrà notificato il provvedimento di dissequestro definitivo dei conti correnti da parte dell’autorità competenti''.

Fin qui il comunicato della Ro.Ri, al quale hanno subito risposto i lavoratori definiti ''imbecilli'' dagli Angelucci. ''A parte il fatto che nel documento affisso a Nepi non si fa alcun cenno al pagamento della tredicesima che attendiamo da metà dicembre 2011 – dicono -, non si capisce perché non ci è stata mai, ribadiamo mai, fatta alcuna comunicazione ufficiale per avvertirci che ci avrebbero pagato con ritardo la mensilità di maggio. Cosa peraltro avvenuta anche ad Aprile. Comunque, visto i precedenti, non possiamo fidarci, quindi, domani mattina scenderemo in piazza per rivendicare i nostri diritti. Intanto - concludono -, abbiamo avviato i controlli sul regolare versamento dei contributi assistenziali e previdenziali''. 

Infine, i lavoratori parlano di ''pressioni e intimidazioni in corso per dissuadere il personale a proseguire la protesta'' e annunciano possibili azioni legali per gli insulti che sono stati rivolti loro. 






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