

Quanto hanno influito a livello economico e sociale gli avveniristici studi di Stiglitz, Akerlof e Spence sulle asimmetrie informative? Sono passati più di 20 anni da quando i tre economisti statunitensi vincevano il premio Nobel assegnato principalmente per il riconoscimento degli studi sui “mercati con informazione asimmetrica”. Il loro percorso di studio e di ricerca era partito però nella seconda metà degli anni settanta, quando avevano affrontato problemi differenti, ma legati da un filo rosso: i fallimenti di mercato. Stiglitz in particolare era interessato a tutti quei casi in cui i mercati del credito mostravano comportamenti anomali e producevano esiti inefficienti.
L'esigenza di far combaciare il più possibile domanda e offerta, a livello teorico. Di contro Akerlof si era concentrato sui mercati nei quali venivano scambiati beni le cui caratteristiche e la cui qualità di fondo era nota ai venditori ma solo in maniera imperfetta ai compratori: i generi alimentari, per esempio o il mercato delle auto usate. Michael Spence aveva effettuato studi di campo maggiormente sociologico, dove veniva studiato il campo delle assunzioni lavorative.
Parliamo di un tempo in cui chi assumeva un lavoratore aveva informazioni parziali, circa le sue caratteristiche, le sue prospettive e il reale contributo che lo stesso lavoratore avrebbe dato all'organizzazione che lo stava assumendo. Come ovviare a questa mancanza di conoscenza? Come mandare informazioni credibili a chi ne ha davvero bisogno? Questi erano i temi sui cui si concentravano, allora, le ricerche dei tre.
Questo è il primo step che riguarda appunto la rivoluzione dell'informazione in campo microeconomico, ma che attraverso la digital transformation effettuerà un ulteriore upgrade. La trasformazione del business digitale ha poi fatto il resto. Vediamo infatti come cambiare la natura di un'organizzazione significa cambiare il modo in cui le persone lavorano, sfidando il loro modo di pensare, i processi di lavoro quotidiani e le strategie su cui fanno affidamento. Tutto questo crea al contempo delle problematiche, ma anche dei cospicui vantaggi, a livello aziendale.
La possibilità di lavorare con dati in evoluzione, consente di avere maggiore agilità, produttività ed efficienza. Attraverso la trasformazione digitale può essere un processo complesso e spesso scoraggiante, soprattutto in quei progetti che hanno un impatto importante su ogni aspetto e sezione di un'attività economica, cambiamenti che vanno dall'alto verso il basso, collegando ciascun elemento per creare un'operazione digitale efficiente.
Poiché la trasformazione digitale avrà un aspetto diverso per ogni azienda, può essere difficile individuare una definizione che si applichi a tutte. Tuttavia, in termini generali, definiamo la trasformazione digitale come l'integrazione della tecnologia digitale in tutte le aree di un'azienda che determina cambiamenti fondamentali nel modo in cui le aziende operano e nel modo in cui forniscono valore ai clienti. Oltre a ciò, è un cambiamento culturale che richiede alle organizzazioni di sfidare continuamente lo status quo, sperimentare spesso e sentirsi a proprio agio con il fallimento.
Questo a volte significa abbandonare i processi aziendali di vecchia data su cui le aziende sono state costruite a favore di pratiche relativamente nuove che sono ancora in fase di definizione. Un elemento importante della trasformazione digitale è, ovviamente, la tecnologia. Ma spesso si tratta più di eliminare processi obsoleti e tecnologie legacy che di adottare nuove tecnologie. Si tratta anche di consentire l'innovazione.
Abbiamo visto come le cose sono cambiate in modo radicale per l’industria dell’intrattenimento rappresentata dal gaming, dalle piattaforme di streaming video e dalla fruizione di musica liquida attraverso dispositivi come Amazon Music, Youtube e soprattutto Spotify. Nel campo dell’industria videoludica e del gambling con i casino live possiamo vedere il ruolo svolto da realtà emergenti come Google Stadia o come Apple Arcade, servizio in abbonamento esclusivo per gli amanti di gaming che utilizzano dispositivi dell’azienda con sede a Cupertino.