

di Domenico Savino
VITERBO – Successo gravido, che trasuda di significati. La notizia non è tanto quella che la Viterbese torna a vincere, che lo faccia in casa e che segni cinque gol. La vera novità è lo spirito ritrovato, la voglia di combattere, la necessità di rialzarsi. Insomma dal pomeriggio del Rocchi è venuta fuori la prestazione. Quella che serviva per far capire che il malato fosse realmente guarito. Certo la prossima trasferta di Castel Rigone è il primo vero banco di prova, ma ci sono almeno tre segnali che fanno capire come la cinquina al Todi non è solo la rivincita per i quattro gol subiti lo scorso anno, ma è l’inizio di un nuovo giorno gialloblù. Sono almeno tre i segnali postivi che si ricavano: compattezza di squadra, pluralità di scelte, ritrovato feeling con il pubblico.
SOLIDITA’ - E’ il segnale più importante: la presenza di un gruppo compatto che si è fatto scudo delle critiche, che ha ripreso marciare. I primi bagliori si erano visti in Coppa Italia contro il Marino, ma non bastavano. Serviva altro: serviva la partita interpretata al meglio, serviva la cattiveria agonistica, la voglia nel recuperare il pallone, il cinismo sotto porta. Serviva che il gruppo si guardasse negli occhi, che i “senatori” si parlassero. Lo ha confessato Tommaso Gamboni in sala stampa: il post Deruta è stato caratterizzato da una cena a casa sua nella quale la Viterbese si è detta che così non poteva essere, che quella appena vista era la bruttissima copia di un gruppo che aveva il dovere di fare altro e che solo il campo poteva dimostarne la forza. Servivano le parole di Farris che ha operato sulla testa più che sulle gambe dei suoi uomini. Serviva tutto quello che poi è stato messo in pratica col Todi.
PLURALITA’ DI SCELTE – La Viterbese scopre di avere un organico ricco. E lo fa nel giorno in cui manca Scardini, considerato il più in forma. Altro segnale positivo del fatto che il tecnico è in grado di pescare a piene mani dal suo organico e chi viene chiamato in causa garantisce la stessa funzionalità di chi manca. Conforta la priva della difesa che ha deciso di diventare ermetica e il modo migliore per riscattarsi era non prendere gol, facendo vivere a Forti una giornata tutto sommato tranquilla. Perché se è vero che il Todi non è mai stato pericoloso lo si deve anche alla prova maiuscola del centrocampo: le giocate alternate di Trvaglione che dosa il passaggio corto al lancio per cambiare fronte d’attacco, la corsa di Ciogli, il fisico di Giacinti che contempla il giusto mix di forza e tecnica (quando ha spazio e parte palla al piede sembra devastante); poi l’attacco con i cinque gol in due gare di Vegnaduzzo, Gamboni restituito al suo naturale ruolo: ha un destro delicato, va sul fondo e percuote il suo lato di competenza sfornando cross a ripetizione. Ora tocca all’allenatore mantenere alta la tensione del gruppo e la settimana appena trascorsa deve essere la normalità non l’eccezione.
FEELING CON I TIFOSI – Quello striscione appeso in curva nord con la scritta “Meritateci” deve essere stato la spinta ulteriore a tirare fuori lì orgoglio smarrito. I tifosi avevano da subito fatto capire che prove incolore non ne avrebbero accettate e la squadra ha recepito il messaggio, tanto che all’inizio del secondo tempo quella stessa scritta è stata rimossa e sono arrivati cori ed applausi. La Viterbese li ha meritati.
I MARCATORI
5 GOL: Essoussi (Sansepolcro)
4 GOL: Tomassini (Casacastalda); Berradi (Pierantonio); Mancini (Trestina)
3 GOL: Porricelli (Deruta); Polidori (Sporting Terni); Vegnaduzzo (Viterbese); Gorini (Sansepolcro); Marinelli (Pontevecchio)
2 GOL: Bartolozzi, Mussi e Kouko (FiesoleCaldine); Di Vito (Lanciotto); Scardini e Pero Nullo (Viterbese); Marri e De Luca (Casacastalda); Gentili (Arezzo); Iannazzo (Pierantonio); Urbanelli (Bastia); Belli e Gai (Castel Rigone); Garat (Flaminia); Benedetti (Lanciotto)
1 GOL: Raso, Martinez, Idromela, Testa, Secci e Rubechini (Arezzo); Baldacci e Esposito (Pontevecchio); Cuccolini (Sansepolcro); Galli, Battistelli, Erba, Invernizzi e Sorrentino (Bastia); Polito (Trestina); Zuppardo, Cavitolo e Francesconi (Vol. Spoleto); Zanchi e Goretti (Casacastalda); Gamboni (Viterbese); Taverna, Luciani e Lazzarini (Flaminia); Bastogi, Petroni e Marrani (Lanciotto); Gimmelli e Ubaldi (Castel Rigone); Bevilacqua, Bernicchi e Ventanni (Deruta); Tascini (Todi); Cardarelli e Mattia (Sporting Terni); Mariotti, Romanelli, Menichetti e Pagnotta (Scandicci); Morvidoni (Trestina); Chiani (Sporting Terni); Sparano (Pierantonio).