ANNO 16 n° 276
''La ricetta economica''
di Lega Nord,
Lista Lavoro e Libertą
''Ridare ossigeno alle famiglie e alle imprese se non vogliamo crepare''
18/02/2013 - 11:28

VITERBO - “Tutte le agende politiche di questo mondo non possono salvare l’Italia se non si rimette in moto l’economia”, è il messaggio che i candidati di Lega Nord – Lista Lavoro e Libertà vogliono lanciare chiaro ai cittadini.

''La madre di tutte le questione è quella economica. Quindi l’attenzione va puntata su tasse, imprese e lavoro. La direttrice del progetto politico dei candidati di Lega Nord – Lista Lavoro e Libertà nel Collegio Lazio 2 mette al centro la questione economica. Lo fa partendo da un concetto chiaro espresso da Giulio Tremonti: “Siamo in guerra. Dentro una strana guerra: economica, non violenta, “civile” e per questo diversa da quelle del passato. Soprattutto una guerra economica. Ma pur sempre una guerra. Possiamo perderla, questa guerra, se per paura accettiamo di farci colonizzare, se nel 2013 votiamo per dare il nostro richiesto consenso al nostro assistito suicidio. Da quando hanno deciso di 'salvarci', sottomettendoci ad una cura che loro chiamano'distruzione creatrice', abbiamo infatti in Italia troppe tasse e troppa paura. Un conto è tassare il reddito prodotto, un conto è impedire con le tasse che il reddito sia prodotto”.

''Come fare quindi per uscire da questa crisi che rischia di togliere dignità ai cittadini? Lega Nord-Lista Lavoro e Libertà hanno individuato tutta una serie di azioni possibili: 1)Inserimento in busta paga della quota di Tfr per due anni consecutivi, dando possibilità alle imprese di richiedere il finanziamento corrispondente alla Cassa Depositi e Prestiti. Questa manovra consente ai cittadini di avere ossigeno perché rappresenta una tredicesima in più che aiuta a superare il momento difficile; 2) Banca Pubblica. Lo Stato deve sostituirsi alle banche che vengono meno alla loro primaria funzione: non erogano mutui, non erogano finanziamenti alle aziende. Come? Utilizzando la Cassa Depositi e Prestiti, in questo momento in grado di finanziare gli imprenditori che abbiano un progetto serio e concreto. 3)Imu. Si tratta di una vera e propria patrimoniale. Eliminarla integralmente e le somme necessarie alla copertura finanziaria proverranno dalla soppressione dei benefici alle banche; 4) Irap. Alle imprese con bilancio in deficit occorre eliminare l’applicazione dell’Irap, altra imposta da eliminare gradualmente; 5) Contratti di Lavoro. Il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro deve tenere conto delle dimensioni aziendali. Non è possibile far adeguare una piccola azienda metalmeccanica ai termini indicati per la Fiat; 6) Riduzione della spesa pubblica. Eliminare i benefici dei parlamentari, eliminare le auto blu, eliminare parte dei rimborsi ai partiti, eliminare gran parte delle somme erogare ai gruppi i quali devono rendicontare le spese elettorali utilizzando un regolamento dove sono previste le spese ammissibili e quelle non ammissibili''.






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