ANNO 16 n° 274
La responsabilitā morale del furto a Sant'Orsola č del Comune di Viterbo
>>>>>>>>>>>>>>>>>>di Elisa Spinelli<<<<<<<<<<<<<<<
04/02/2014 - 00:01

VITERBO - Il 28 gennaio scorso i giornali locali hanno diffuso la notizia del furto di due antiche pale d'altare raffiguranti la Madonna Immacolata del periodo Seicentesco e Santa Lucia risalente al '700. Il furto è avvenuto all'interno della chiesa Sant'Orsola, da molti anni ormai oggetto d'interesse solo da parte di topi e piccioni.

La sottrazione di antichissimi quadri è sempre un dolore per chi ama l’arte e la cultura, poiché sono beni di tutti.

Mi preme sottolineare che la chiesa di Sant'Orsola non è sempre stata abbandonata: dalla fine degli anni '90 fino al 2007 è stata punto di riferimento per iniziative associative di notevole spessore.

La sottoscritta ha potuto partecipare per circa due anni all'organizzazione di attività culturali dell'Associazione Frisigello all'interno della chiesa.

Gli inquirenti sospettano che ad eseguire il furto sia stato qualcuno tra coloro che per anni, senza percepire compensi, si sono occupati di quel luogo, accudendolo come fosse la propria casa. A me pare un grossolano errore commesso nella ricerca dei responsabili.

Ritengo, infatti, che la responsabilità morale del furto delle pale d'altare, sia da imputare all'incuria colpevole delle amministrazioni comunali che mai si sono interessate della chiesa di Sant'Orsola e dei quadri che conteneva. Del resto in Italia si manda in rovina Pompei - tra i luoghi più affascinanti dal punto di vista storico - perché stupirsi, quindi, se una piccola e diroccata chiesa di provincia è stata spogliata di quadri preziosi e antichi?

Nel periodo in cui la sottoscritta ha frequentato l'associazione, la chiesa di Sant'Orsola era luogo di riunione culturale di giovanissimi ragazzi che collaboravano con i veterani per dare linfa nuova alle attività. Ricordo che la cittadinanza partecipava attivamente alle iniziative e stava crescendo sempre più interesse attorno alla chiesa e all’associazione.

L'amministrazione comunale dell'epoca, guidata da Giancarlo Gabbianelli, decise di ''tutelare'' chi animava la chiesa di Sant'Orsola con un atto di allontanamento forzato dai locali, perché non a norma di legge e si prevedevano lavori di messa in sicurezza. Il problema è che quanto promesso non è stato portato a buon fine, e non c'è stata, quindi, alcuna ristrutturazione della chiesa, che è stata semplicemente chiusa. Così, nel 2007 è finito tutto: cultura, animazione, partecipazione, iniziative teatrali, mostre fotografiche e quant'altro. La chiesa di Sant'Orsola è tornata nell’oblio, dimenticata da molti, soprattutto dalle istituzioni, che hanno preferito far morire ogni iniziativa in nome di una messa in sicurezza, che a tutt'oggi non è stata realizzata.

Il problema è che – anche noi cittadini – ci stiamo sempre più abituando al degrado culturale, politico, morale e istituzionale, senza opporre resistenza.

Vorrei terminare questa mia ''moralistica'' requisitoria, affermando che in questa misera storia ne escono sconfitte la cittadinanza, che ha perso un piccolo patrimonio artistico, e le istituzioni che hanno dimostrato - per l'ennesima volta - di non essere in grado di amministrare ciò che di prezioso dovrebbero tutelare: la cultura.

Elisa Spinelli 






Facebook Twitter Rss