ANNO 16 n° 275
La replica della clinica
Nuova Santa Teresa:
''E' stato un malinteso''
18/07/2014 - 02:01

VITERBO - ''E' stato solo uno spiacevole malinteso. La signora ha sicuramente frainteso le parole dei sanitari''. Così il personale della clinica Nuova Santa Teresa di Viterbo, con un nota, replica alla donna che sostiene di essere stata invitata a incaricare una persona esterna di assistere, a pagamento, il proprio suocero, inviato nella struttura dal pronto soccorso dell'ospedale di Belcolle.

Secondo il personale, il malinteso potrebbe essere stato innescato dal fatto che i medici e gli infermieri 'sono tenuti, per professionalità, a comunicare ai parenti i casi in cui ci sia bisogno di un'assistenza specifica per il bene dei familiari ricoverati. Ma da qui - sottolinea la nota - a pensare che qualcuno abbia organizzato e gestisca un vero e proprio business dell'assistenza a pagamento con tanto di 'lista di collocamento' sembra davvero assurdo e offensivo''.

Ad avviso dei firmatari della nota, la signora '' prima di gettare in pasto all'opinione pubblica fatti o parole tutte da appurare, avrebbe dovuto far presente al primario, al direttore sanitario o all'amministrazione eventuali reclami, in quanto laddove siano commessi degli sbagli saremmo stato i primi ad assumercene le responsabilità. Ma in questo caso non è affatto così. E' stato solo un increscioso fraintendimento.

Dopo aver sostenuto che nella Nuova Santa Teresa non c'è la carenza di personale lamentata alla donna, la nota precisa che la struttura non è privata ma bensì ha un reparto di medicina di 24 posti convenzionati, la nota prosegue: ''Dottori, infermieri e assistenti della Nuova Santa Teresa lavorano ogni giorno con la massima professionalità e dedizione nei confronti dei loro pazienti, verso i quali hanno sempre dimostrato la massima responsabilità anche nei momenti più difficili che sappiamo hanno affrontato e stanno affrontando da tempo''.

Il firmatari della nota affermano poi che la loro precisazione è anche nel ''rispetto della proprietà che, come è noto a tutti, è impegnata da tempo per avere ascolto dalle autorità preposte al fine di migliorare l'offerta sanitaria nei confronti dei cittadini, sempre più costretti a emigrare fuori provincia dai tagli subiti dalla sanità nella Tuscia''.

La nota della Nuova Santa Teresa conclude affermando che ''laddove ci possa essere stato un fraintendimento, ce ne dispiace sentitamente''. Ma ribadisce ''con orgoglio la professionalità di tutto il personale, che nemmeno lontanamente specula né mai speculerebbe sul dolore dei pazienti e dei familiari e che ogni giorno si dedica al loro bene e al soddisfacimento delle loro personali esigenze''.

Intanto, però, salgono a tre le persone che sostengono di essere state ''sollecitate'' affinché incaricassero una persona esterna di assistere i relativi congiunti ricoverati nella clinica Nuova Santa Teresa. Alla donna romana, che per prima ha segnalato la faccenda, si sono aggiunte altre due, entrambe di Viterbo.

Senza mettere in discussione la professionalità e la correttezza del personale della clinica, peraltro da tutti riconosciute, se in tre occasioni c'è stato un fraintendimento, evidentemente c'è un serio problema di comunicazione.

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