

VITERBO - ''Il Centro di riabilitazione, allo stato, non è in possesso dei requisiti richiesti. Pertanto è stato dato il via al procedimento amministrativo al fine dell'adozione dei provvedimenti previsti dalla legge numero 3 del 2010 e successive modifiche''.
Questo il passaggio saliente della lettera inviata dal Dipartimento programmazione economica e sociale della Regione Lazio ai responsabili Centro di riabilitazione Villa buon respiro - San Raffaele di Viterbo, ex gruppo Tosinvest, fondato da Antonio detto Tonino
Angelucci, fratello di Roberto, anche lui proprietario di case cura private, implicato con il figlio Fabio nella maxi inchiesta sulla Asl di Viterbo, attualmente in fase di richiesta di rinvio a giudizio. Antonio Angelucci, dal 2008 deputato Pdl, ha ceduto lo scettro del comando al
figlio Giampaolo, anche lui alle prese con alcuni grossi guai di carattere giudiziario.
Il procedimento amministrativo, secondo i sindacati che hanno reso noto il testo della missiva, potrebbe sfociare nella ''revoca dell'autorizzazione all'esercizio o dell'accreditamento istituzionale''. Cioe' alla chiusura della struttura che fornisce prestazioni a 230 utenti: 95 residenziali, di cui 77 nella struttura di Villa Buon Respiro e 18 nelle case alloggio; 35 utenti semiresidenziali e 100 trattamenti ambulatoriali. I dipendenti sono circa 180, che con l'indotto salgono a 300.
La procedura amministrativa è scaturita da un sopralluogo a Villa buon Respiro eseguito a fine giugno dal coordinatore della commissione verifica dell’Ausl di Viterbo che, secondo quanto si è appreso, avrebbe riscontrato una serie di carenze strutturali che la proprietà della struttura avrebbe dovuto eseguire da anni.
''L'eventuale chiusura di Villa buon Respiro, ospitata in una residenza patrizia settecentesca nella campagne di Viterbo, attiva da oltre 40 anni, attualmente di proprietà del gruppo San Raffaele - dichiara il segretario della Cisl-Fp Mario Malerba - sarebbe un colpo
mortale per la sanità viterbese e getterebbe nella disperazione gli assistiti, tutti con problemi psico-motori e le rispettive famiglie''.