ANNO 16 n° 273
La Regione Lazio
al Cibus di Parma
Con un’area espositiva di 360mq
e 37 aziende agroalimentari
12/05/2012 - 11:05

VITERBO - La Regione Lazio, con un’area espositiva di circa 360mq e 37 aziende agroalimentari, è stata presente alla  16° edizione del Cibus, la più importante rassegna dedicata all’Italian Food nel mondo, una vetrina promozionale che ad ogni edizione “veicola” centinaia di Buyer della Gdo (grande distribuzione organizzata) internazionale e titolari di catene di “Fine food”, che si è svolto dal 7 al 10 maggio a Parma.

Tanti i prodotti provenienti da tutte le province laziali: vino, olio extravergine, pasta, salumi, tartufi, ortofrutta, conserve, confetture, prodotti di pasticceria, prodotti da forno, formaggi freschi e stagionati.

Un’occasione importante per gli imprenditori del Lazio per allacciare nuovi rapporti commerciali con la Gdo e con il mondo della ristorazione, con uno sguardo particolare rivolto ai mercati esteri.

Nell’edizione 2012 sono stati presenti oltre 1300 buyer provenienti da 70 paesi, più di 63mila visitatori professionali e 1000 giornalisti accreditati in un’area espositiva complessiva di 120mila mq.

Questi numeri dimostrano che nonostante la crisi economica attuale cresce la domanda di food made in Italy proveniente da tutto il mondo. Non solo da paesi tradizionali importatori come la Germania, gli USA e il Canada, ma anche nei paesi emergenti come Russia, Cina e India.

''I mercati, soprattutto quelli internazionali - ha commentato Angela Birindelli, Assessore regionale alle Politiche agricole –, mostrano grande attenzione ai prodotti della tradizione. Servono però gli strumenti giusti per affrontare la globalizzazione, cioè organizzazione, innovazione, marketing e promozione, difficilmente alla portata di piccole e medie imprese che realizzano prodotti tipici di alta qualità, spesso lontani dalle moderne logiche di mercato. Ridurre questa distanza è uno dei nostri compiti più impegnativi che portiamo avanti anche attraverso la presenza a fiere qualificate come questa''.






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