

La Procura di Viterbo ha prestato ricorso in Cassazione contro la sentenza di non luogo aprocedere nei confronti del premier Silvio Berlusconi, denunciato per diffamazione dal leader dell'Idv Antonio Di Pietro. L'udienza è stata fissata per il prossimo 19 gennaio.
Nel corso di un comizio elettorale a Viterbo, il 26 marzo 2008, il premier aveva detto che l'ex pm si era laureato in legge 'grazie ai servizi segreti, perchè non è possibile che uno che parla così l'italiano si sia laureato'.
Il procedimento a carico del Presidente del Consiglio era stato chiuso dal giudice di pace di Viterbo il 5 maggio 2010. La Camera, comunque, aveva negato l'autorizzazione a procedere ritenendo che le frasi rientrassero nell'esercizio della critica parlamentare coperta dall'immunità.
Nella sentenza di archiviazione, il giudice di pace aveva scritto che 'le frasi su Di Pietro, pur nella loro obiettiva offensività, esprimono tuttavia un connotato di critica, pur oltremodo aspra, indirizzata contro l'avversario politico allo scopo di sminuirne l'affidabilità al cospetto degli elettori e
di distrarre i cittadini dall'orientare verso di lui il proprio consenso. Quindi può ritenersi espressione dell'esercizio della funzione parlamentare'.
Il 19 gennaio 2012, i supremi giudici della quinta sezione penale della Cassazione, innanzi alla quale è stata fissata l'udienza, decideranno se riaprire o meno la vicenda.