

VITERBO – E’ stato durante un servizio mirato di controllo passeggeri che la Polizia ferroviaria di Orte ha tratta in arresto un 66enne colpito da provvedimento di custodia cautelare emesso dalla Procura di Pesaro.
Ieri mattina, in particolare, durante il controllo dei viaggiatori che stavano salendo su un treno diretto a Roma, gli agenti sono rimasti insospettiti da un uomo che, alla loro vista, ha tentato di defilarsi tra la folla.
“Ci siamo subito messi all’inseguimento del 66enne e lo abbiamo bloccato”, hanno riferito.
Condotto negli uffici del Polfer e accertata, attraverso la banca dati, l’esistenza del provvedimento di cattura, è stato ammanettato e associato nel penitenziario viterbese di Mammagialla.
L’uomo deve scontare tre anni e sette mesi di reclusione per vari commessi nella provincia marchigiana.
Ronciglione. Tutt'altra storia, invece a Ronciglione, dove i carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato in flagranza di reato per furto aggravato in concorso tre stranieri (R.A.M. 37enne argentino con passaporto italiano residente a Roma; G.U.F. 21enne boliviano e V.S.A.G. 38enne peruviana, entrambi clandestini domiciliati a Monterosi).
I militari, in particolare sono intervenuti in un noto negozio di abbigliamento per bambini dopo che il titolare aveva notato la presenza di tre persone sospette, di cui una donna, che stavano facendo razzia di vari capi di abbigliamento da bambino.
Il proprietario, già vittima di furti subiti recentemente, non ha esitato un attimo e senza farsi accorgere ha subito chiamato il 112, nonostante fosse al bancone pressato da continue domande da parte della donna peruviana, mentre i suoi due amici si dirigevano a passo svelto verso gli scaffali all’interno del negozio ad asportare abbigliamento ed oggetti vari.
Nel frattempo i carabinieri del maresciallo Longobardi, allertati dall’operatore della Centrale operativa della Compagnia, sono piombati nel negozio in pochissimi minuti, sorprendendo sul fatto i due uomini increduli, mentre la donna era riuscita a scappare, precipitandosi fuori dal negozio alla vista della “gazzella” dei militari.
La sua fuga, comunque, è durata pochi minuti, perché i carabinieri dell’aliquota Radiomobile, giunti subito a dar manforte ai colleghi, l’hanno rintracciata poco dopo nei pressi di un distributore di benzina, dove forse sperava che qualche altro complice la venisse a prelevare.
La banda era sicuramente specializzata in questo tipo di furti che eseguiva con grande “professionalità”. I compiti tra i tre erano perfettamente ripartiti (un uomo individuava i capi più costosi, l’altro inseriva la merce nella pancera e a prima vista dava semplicemente l’impressione di essere un uomo sovrappeso). Il valore della refurtiva era di quasi mille euro, ma gli ammanchi lamentati negli ultimi due mesi dal negozio a seguito di “visite” sfiorano i diecimila.
Adesso sono in corso indagini per verificare se la banda sia stata responsabile di analoghi fatti reato commessi nella zona.
Tarquinia. Una denuncia a piede libero è invece stata fatta all'Autorità giudiziaria da parte dei carabinieri di Tarquinia.
Durante uno dei consueti controlli del territorio, gli uomini del luogotenente Stefano Girelli hanno notato aggirarsi per il Lido un 33enne del posto con fare sospetto.
'Lo abbiamo sottoposto ad un controllo dal quale è saltato fuori un coltello a serramanico', hanno riferito i militari. Che, poi, hanno perquisito anche la sua auto, dove era nascosto un altro coltello con una lama lunga trenta centimetri.
Il ragazzo è stato deferito per porto abusivo di coltello.