

VITERBO – A processo per una moto giocattolo troppo rumorosa. È quanto accaduto ad A.S., un cinquantenne residente a Bassano Romano e alla figliastra, venti anni appena. Entrambi alla sbarra per oltraggio a pubblico ufficiale: secondo le ipotesi della procura, infatti, si sarebbe opposti fisicamente e violentemente al sequestro della piccola due ruote.
Siamo a luglio 2012, è ora di pranzo: il piccolo C. sta in sella al suo giocattolo, un regalo del papà, ricevuto pochi giorni prima. Percorre più volte la piccola stradina davanti casa, fa il giro della piazza, poi torna indietro. Passando ripetutamente sotto la finestra aperta dei vicini, che, dopo poco, decidono di non sopportare più quel rumore troppo fastidioso e forte del giocattolo: così, la chiamata alla stazione della polizia locale e l’intervento immediato del comandante.
‘’E’ arrivato come una furia – ha spiegato in aula l’imputato, difeso dall’avvocato Fabrizio Ballarini – voleva entrare a forza in casa. Con arroganza ha chiesto i documenti di tutti. Ci strattonava, ci spingeva. Sono stato io, allora, a richiedere l’intervento di una volante dei carabinieri: non riconoscevo il comportamento del comandante come quello di un pubblico ufficiale. Perciò non gli ho dato i miei documenti, non l’ho certo fatto entrare in casa. E mi sono opposto al sequestro del giocattolo. Era una cosa assurda.’’.
Le voci si alzano, da una parte gli uomini in divisa, dall’altra gli odierni imputati: sull’uscio dell’appartamento di A.S. la tensione sale alle stelle.
‘’Il comandante urlava con arroganza e aggressività – ha sottolineato la figlia dell’imputato, anch’essa a processo – ci trattava come fossimo dei delinquenti: stavamo solo giocando con una moto comprata in un supermercato, non stavamo facendo niente di male. Ecco perché non ci siamo piegati alle sue richieste e abbiamo chiamato i carabinieri’’.
Una decisione, che però, viene vista da comandante come un affronto alla sua posizione. E così la denuncia contro i due.
Per entrambi arriva l’assoluzione e per il loro difensore, la più grande delle soddisfazioni: ‘’L’oltraggio ad un pubblico ufficiale è sempre difficile da gestire – ha sottolineato – è impossibile contraddire le parole di un uomo in divisa, perché nel processo valgono più di qualsiasi altra versione. A.S. ha voluto affrontare il procedimento per principio: ha subito un’ingiustizia e oggi lo abbiamo dimostrato.’’