

di Stefano Marini Balestra
VITERBO - Se una sentenza cosi fosse stata emessa da un tribunale islamico, nessuno si sarebbe meravigliato, ma una mezza specie di questo concetto si è avuta presso il nostro tribunale.
Quindi, meraviglia che il presidente dr. Mautone abbia solo condannato per lesioni un uomo che aveva picchiato la propria moglie all’interno di un centro commerciale dopo che si e' accorto, dopo uno squillo inopportuno dal telefonino in uso della signora, che essa aveva una relazione extraconiugale.
L’ipotesi accusatoria della Procura era anche per maltrattamenti in famiglia ed anche rapina, dal momento che lo sfortunato sposo aveva sottratto la borsa contenente il telefonino galeotto ed anche il denaro presente.
La piccante vicenda è stata ricostruita nel processo dal difensore dell’imputato avv. Sicilia che ha appunto ipotizzato, anche forse per celia, che la reazione dell’uomo poteva ritenersi soltanto il reato di esercizio abusivo delle proprie ragioni.
Questa tesi, però traspare dall’esito del processo.
Solo condanna per lesioni, no per violenza domestica e rapina.
Per la pena chiesta dal PM in anni 4 di reclusione e duemila euro di multa, il Tribunale gli ha solo inflitto una modesta pena peraltro con il beneficio della sospensione condizionale e revoca del divieto avvicinamento. La signora, parte offesa nel processo non ha però concluso come parte civile, cosi forse volendosi scusare del suo comportamento non ortodosso di fedeltà al marito, fatto che appunto ha dato origine al processo.