ANNO 16 n° 275
“La mafia a Viterbo”, Imposimato: “Quanto scritto e' esattamente quel che succede”
29/02/2012 - 09:54

“Quanto scritto è esattamente quel che succede. Il meccanismo che le organizzazioni criminali utilizzano per infiltrare un territorio”. A dirlo, riferendosi al libro di Daniele Camilli “La Mafia a Viterbo”, è stato il Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato durante il convegno “E' anche cosa nostra. Le mani delle mafie sull'Alto Lazio” svoltosi a Civitavecchia il 23 febbraio. Imposimato, oltre ad essersi occupato di mafia e camorra, è stato giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro, l'attentato al papa Giovanni Paolo II, l'omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet, e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. Apprezzamento per il libro di Camilli è stato espresso anche da “Ultimo”, il capitano dei carabinieri che nel 1993 arrestò Totò Riina. “La lotta è un sogno che i poveri regalano alle stelle – ha scritto in un messaggio letto durante la presentazione del libro a Civita Castellana del 28 gennaio scorso – alle lacrime delle mamme che combattono per le speranze dei loro figli. E noi siamo con loro, sempre, con umiltà, perché siamo fratelli nelle lacrime, nei sogni”. A suscitare l'attenzione di Imposimato soprattutto il concetto di “agricoltura d'attesa”. Vale a dire – ha spiegato Camilli nel corso delle presentazioni – “quell’agricoltura che tiene i terreni incolti in attesa di una possibile variante urbanistica che li renda edificabili”.

La prossima presentazione del libro “La Mafia a Viterbo” è prevista per domani, giovedì 1 marzo, alle ore 18 presso la sede dell'Ente Nazionale Sordi in Via Leonardo da Vinci 16 a Viterbo. Assieme all'autore, interverranno il presidente dell'ENS Federica Miralli e l'avvocato Giacomo Barelli. Modererà l'incontro il giornalista Roberto Pomi.

 






Facebook Twitter Rss