


VITERBO - Santa Rosa varca per la prima volta i confini italiani, accompagnata dai Facchini con i loro costumi. Si è tenuta infatti ieri, 20 aprile 2026, l'inaugurazione presso l'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles della mostra 'Machines for Peace', organizzata per celebrare i vent'anni della Rete delle Grandi Macchine a spalla italiane (Patrimonio UNESCO) che comprende il Trasporto della Macchina di Santa Rosa di Viterbo, oltre la Faradda dei Candelieri di Sassari, i Gigli di Nola e la Varia di Palmi. L'esposizione esibisce proprio la Statua di Santa Rosa, assieme a filmati originali e opere scultoree.

'Le Macchine a spalla rappresentano un esempio concreto di patrimonio vivente che incarna partecipazione, inclusione e trasmissione dei saperi tra generazioni, contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza e la coesione sociale', dichiara Sberna a margine dell'evento. E prosegue: 'La presentazione di queste tradizioni a Bruxelles assume un significato particolare, segnando per la prima volta la loro presenza in un contesto istituzionale europeo così rilevante'.
La mostra, allestita presso l'Istituto Italiano di Cultura diretto dal prof. Pierre Di Toro, sarà aperta al pubblico gratuitamente fino al 4 giugno 2026. Oggi, invece, si terrà la conferenza organizzata da Sberna al Parlamento europeo, in collegamento con il Monastero di Santa Rosa di Viterbo, sempre alla presenza dei Facchini di Santa Rosa.
'L'Europa non vive solo nelle istituzioni: vive nei popoli, nelle memorie condivise, nelle tradizioni che attraversano i secoli', conclude Sberna.
La Rete un progetto strategico di cui è responsabile Patrizia Nardi, esperta di Patrimonio UNESCO e referente d'indirizzo della Rete. La mostra all'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles si svolge con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Parlamento europeo, della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO e dei Comuni di Viterbo, Nola, Palmi e Sassari.