

Quindici centri di riproduzione e moltiplicazione del torimus sinensis, l'antagonista naturale del cinipide galligeno del castagno, saranno allestiti in 12 zone d'Italia in cui la castanicoltura rappresenta un importante segmento dell'economia agricola. All'iniziativa sono stati destinati un milione di euro: 600mila per i nuovi centri di riproduzione e 340mila per il potenziamento del centro già operativo presso il Dipartimento di valorizzazione e protezione delle risorse agroforestali dell'Università di Torino, il primo a occuparsi della riproduzione del torymus sinensis.
E' quanto ha stabilito oggi il tavolo di filiera della frutta in guscio - sezione castagne -, riunito al ministero delle Politiche Agricole, al quale hanno preso parte rappresentanti delle regioni, delle amministrazioni provinciali e omunali e delle associazioni di categoria.
'Nel corso dell'incontro - riferisce una nota - sono state illustrate e condivise le linee operative per la lotta al cinipide del castagno a livello nazionale, promosse dal ministero per fronteggiare l'emergenza nell'ambito delle attività previste dal piano di settore castanicolo, approvato nel novembre 2010 dal comitato Stato-regioni-province autonome’’. Piano finalizzato 'a limitare i danni nei castagneti da frutto' e a 'razionalizzare la lotta al cinipide secondo i tempi e le modalità di intervento che il territorio localmente richiede'.
Nel Lazio, dopo il centro di riproduzione allestito dall'assessorato all'agricoltura della Regione Lazio presso il centro sperimentale Arsial di Caprarola, ne verrà aperto un'altro. La località non è stata ancora individuata.
Il potenziamento del centro dell'Università di Torino è finalizzato a fornire alle regioni coppie già selezionate di torymus da lanciare in attesa che i centri regionali diventino autonomi.
'Il ministero delle Politiche Agricole - conclude la nota - ha già chiesto formalmente alle regioni interessate di elaborare i progetti esecutivi nei quale, oltre al dettaglio dei costi specifici, siano indicate le località scelte per realizzare dei centri di moltiplicazione, nonché le aree dove effettuare i lanci dell'antagonista del cinipide'.
Soddisfazione per le conclusioni del tavolo è stata espressa dall'assessore all'Agricoltura della Regione Lazio, Angela Birindelli, secondo la quale 'la presa in carico a livello nazionale del problema cinipide costituisce un passo decisivo per la difesa della castanicoltura laziale'.