


RONCIGLIONE – La festa è solo rimandata ma non la gioia e la soddisfazione per essere riuscito a centrare un obiettivo in un momento così delicato per la vita del Paese. In tempi in cui l’attenzione globale è rivolta alla diffusione e agli effetti del coronavirus, c’è anche chi riesce a terminare gli studi e a spezzare con una buona notizia il clima di ansia e di preoccupazione che accompagna queste giornate. Stefano Petrucci, giovane di Ronciglione, martedì pomeriggio si è laureato in giurisprudenza all’università di Roma 3. Lui è un figlio ''d’arte''. Sua madre era l’indimenticabile Maria Rita Sermoneta avvocato penalista prematuramente scomparsa, cui è stata intitolata un’aula penale del tribunale di Viterbo. La discussione della tesi è avvenuta lontano da familiari e amici, collegati via whatsapp, mantenendo le dovute distanze anche alla commissione.
Il titolo della tesi in diritto ambientale era ''La tutela delle risorse idriche dall’inquinamento: in particolare il lago di Vico''. Un tema molto attuale per la Tuscia anche in considerazione della riapertura, per il ricorso del pm, dei processi pendenti in appello a carico di ex sindaci di Caprarola e di Ronciglione. Al termine Stefano Petrucci ha ricevuto le congratulazioni della commissioni e la promessa che per lui, e altri nove studenti che si sono laureati con lui, ci sarà una cerimonia pubblica al termine dell’emergenza sanitaria, con tutta probabilità nel mese di giugno. A casa poi è esplosa la gioia con la nonna di 92 anni, che ogni giorno scrive una lettera alla figlia in cielo, e il grido liberatorio: ''E’ finita!''. Una buona notizia, dunque, che dà speranza in questo delicatissimo momento.