

Nell’ambito dei rapporti di collaborazione tra l’Università della Tuscia e il Corpo Forestale dello Stato, lo scorso 6 aprile il corso Commissari, a cui partecipano 113 allievi provenienti da tutta Italia, con profili formativi che vanno dalla Facoltà di Agraria a quelle di Ingegneria e Giurisprudenza, ha effettuato una escursione nella Tuscia dedicata ai temi della conservazione delle foreste e della natura.
I Commissari accompagnati dal Primo Dirigente Francesco Pennacchini e da Silvano Landi, già Comandante della Scuola del CFS di Cittaducale e docente a contratto presso l'Università della Tuscia, hanno visitato la faggeta di Soriano nel Cimino dove i Proff. Gianluca Piovesan e Franco Biondi hanno illustrato le peculiarità di questa foresta vetusta, un unicum per le caratteristiche dimensionali dei faggi. In tarda mattinata il gruppo si è quindi spostato all’Orto Botanico dove il Direttore, Prof.ssa Anna Scoppola, e il personale dell'Orto hanno condotto una visita guidata ai numerosi ambienti ricostruiti con cura in 20 anni di attività (tra poche settimane si festeggerà appunto il ventennale dell'Orto presso il Rettorato con un importante evento scientifico).
Tra le collezioni visitate vi sono l'arboreto, la macchia mediterranea, la foresta tropicale e le oasi africane ma spiccano soprattutto gli ambienti desertici con migliaia di specie succulente, molte delle quali ormai perfettamente acclimatate. Alcuni grandi e preziosi esemplari, i cosiddetti 'Patriarchi del deserto' da anni non sono più in grado di superare l'inverno all'esterno e per loro è stato lanciata recentemente una campagna di raccolta fondi per la costruzione di una grande serra che possa ospitarli anche d'inverno. Gli allievi si sono intrattenuti per il pranzo consumato al sacco negli ampi spazi verdi dell'Orto Botanico e sono rientrati a Roma pienamente soddisfatti di questa prima esperienza 'in bosco' dedicata interamente al territorio della Tuscia.
con decine di meravigliose fotografie di un ambiente che è a due passi dal centro
storico di Viterbo (in località Bulicame) ma che porta il visitatore nella flora del globo intero, in luoghi
lontani che tutti vorrebbero visitare, con deserti del Messico,
(con palme, papiri e splendide ninfee), laghetti,
ruscelli, nonché con migliaia di specie,
I sei ettari di territorio dell’Orto Botanico sono anche ricchi di resti
archeologici di epoca etrusca e romana. Tra poche settimane, l’Orto Botanico compirà 20 anni e ha
lanciato una campagna di raccolta fondi per proteggere con una grande serra le zone al suo interno
in cui è stato ricostruito l’ambiente desertico.