ANNO 16 n° 272
La Finanza confisca beni per 8 milioni di euro a E. M.
Per gli investigatori l'imprenditore č ritenuto ''fiscalmente pericoloso''
22/02/2022 - 16:27

VITERBO - I militari della Guardia di Finanza di Viterbo e personale della Sezione Polizia Stradale di Viterbo hanno eseguito una misura di prevenzione patrimoniale che ha portato alla confisca di primo grado su beni, disponibilità finanziarie e quote societarie, per un valore di oltre 8 milioni di euro, nella disponibilità di un noto imprenditore viterbese, E. M.. dedito al commercio di autoveicoli d’importazione, in quanto ritenuto fiscalmente e socialmente pericoloso.

 

Tra i beni oggetto di confisca numerosi immobili e auto, un’imbarcazione del valore di circa 400.000 euro, quote di società operanti in settori come commercio di autoveicoli e motocicli, attività immobiliari: il tutto riconducibile all’uomo ma, sotto il profilo prettamente giuridico, fittiziamente intestato a distinte società di capitali.

Il provvedimento cautelare costituisce un ulteriore capitolo di una operazione di Polizia Giudiziaria ed Economico-Finanziaria, iniziata nel 2017 in collaborazione tra le due forze di Polizia sotto l’egida della Procura della Repubblica di Viterbo, nel corso della quale l’imprenditore era stato denunciato e arrestato, insieme ad altre 5 persone, per aver organizzato, in associazione, un sodalizio criminoso dedito stabilmente all’importazione e alla commercializzazione di beni in evasione d’imposta. Attraverso questo sistema fraudolento, basato in buona sostanza sull’emissione e sull’utilizzo di fatture per operazioni commerciali inesistenti, la falsificazione di documenti amministrativi, l’impiego di false dichiarazioni sostitutive di atto notorio, era stato possibile all’organizzazione criminale omettere il versamento a favore delle casse dell’erario di Iva dovuta pari a 5.400.000,00 euro e di Ires pari a 1.500.000,00 euro.

Le fiamme gialle viterbesi e gli agenti della Stradale hanno ricostruito la lunga storia criminale dell’uomo, caratterizzata dal compimento di reati per gran parte diretti a consentire una evasione fiscale 'pluriennale e colossale', circostanze che evidenziavano una 'pericolosità sociale e fiscale, storica, concreta e attuale'.

L’imprenditore avrebbe infatti accumulato, quantomeno dal 2007 al 2017, tramite le numerose persone giuridiche di comodo a lui riconducibili, un notevole debito verso l’Erario.






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