ANNO 16 n° 268
La fatica di crescere, Rocca: “I ragazzi sono il bene più prezioso che abbiamo”
Sicurezza, libertà e prevenzione nel confronto sul disagio giovanile tra scuola, sanità e istituzioni
Andrea
05/02/2026 - 07:02
di Andrea Farronato

VITERBO – Crescere oggi significa spesso indossare una maschera. È da questa consapevolezza che prende forma “La fatica di crescere – Il viaggio nella vita degli adolescenti”, l’incontro dedicato al disagio giovanile e ai nuovi linguaggi dell’adolescenza, tra vita online e relazioni reali, prevenzione e responsabilità adulta, tenuto nella cornice dell'aula magna dell'alberghiero di Caprarola.

Un tema che attraversa scuola, famiglia e comunità, e che non può più essere letto come un’emergenza episodica, ma come una trasformazione profonda del modo di stare al mondo delle nuove generazioni.

A porre l’accento sulla necessità di cambiamento è stato Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio, che ha ricordato quale è il compito, il ruolo degli adulti e delle istituzioni nel costruire contesti sicuri senza ricorrere a divieti o semplificazioni.

“I nostri ragazzi sono il bene più prezioso che abbiamo – spiega Rocca – per questo dobbiamo saper comunicare e relazionarci con loro, lasciando le giuste libertà e intervenendo quando serve, per evitare pericoli inutili”.

Il riferimento è anche a fatti recenti, come l’episodio di Cramontanà, spesso raccontato solo dal punto di vista delle mancanze nei controlli. “In pochi – ha continuato Rocca – si soffermano sul fatto che lasciare fiumi di alcol a disposizione di adolescenti e preadolescenti non dovrebbe essere la norma. Non si tratta di rinchiuderli, ma di permettere loro di divertirsi nel modo più consono possibile”.

Il mondo della scuola.

Indicata come fase di transizione cruciale tra vita online e offline. Un dato su tutti: il 23% degli studenti dichiara di non percepire differenze tra relazioni virtuali e reali, quando invece anche il semplice contatto fisico cambia del tutto sopratutto il modo di comunicare e interpretare l’altro. In questo contesto si inserisce il progetto Selfie, illustrato come strumento per ridurre la distanza tra percezione di sé e immagine esterna, riportando al centro l’identità reale dei ragazzi, non quella filtrata dai social.

Un concetto ribadito da Salvatore Regoli, presidente dell’associazione Yuppiter: “Dobbiamo fare qualcosa per i giovani partendo da quattro parole: musica, sport, comunicazione e gratuità. L’adolescenza dovrebbe essere il tempo dello stare insieme, del gioco, della corsa. Basta parlare dei giovani come un problema: sono la nostra unica risorsa”.

Sul fronte sanitario.

Nicola Ferrarini del dipartimento prevenzione ASL Vitebro, ha riportato dei dati che spiegano come, dal 2023 a oggi, l’adesione degli istituti scolastici ai progetti di promozione della salute sia triplicata, coinvolgendo circa 7 mila studenti.

Un lavoro basato sulla partecipazione fisica ed emotiva, che trova nel progetto Selfie un nuovo strumento di prevenzione.

A chiarire il significato del disagio adolescenziale è stata Cristiana Morera, direttrice del Dipartimento di Salute Mentale: “Non sono fragili perché deboli, ma vulnerabili perché in crescita. Il disagio è un tentativo di adattamento a bisogni che non trovano spazio. Se intercettato in tempo, può essere modificato”.

Una visione condivisa anche dal direttore generale della ASL di Viterbo, Egisto Bianconi, che ha parlato di un incremento del disagio tale da richiedere nuove risposte strutturate: “I ragazzi hanno un nuovo modo di comunicare e costruire relazioni. Il nostro compito come comunità è accompagnarli, non costringerli”.

L’obiettivo, annunciato dalla ASL, è trasformare questa analisi in un tavolo permanente di confronto.

Un percorso che parte da un messaggio chiaro, rivolto direttamente ai più giovani:

“Non siete un problema, siete risorse da accompagnare”.






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