

CAPRAROLA - La Faggeta del lago di Vico è ''salva''. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalle associazioni Lipu e Wwf contro il ''Piano di Gestione ed Assestamento Forestale del Comune di Caprarola''.

Il piano prevedeva un taglio indiscriminato, secondo le associazioni ambientaliste, della Faggeta in un'area interna alla Riserva Naturale di Lago di Vico, sotto la copertura di intervento sperimentale che vedeva coinvolta anche l'Università della Tuscia. ''Sperimentazione - come si legge nella sentenza - finalizzata alla conservazione nelle particelle e/o sottoparticelle di Monte Venere e/o Monte Fogliano, mediante le realizzazione di piccole buche, con il taglio di singoli alberi...''.
Per i giudici del Tar ''risulta carente l'indicazione della specifica procedura e/o delle concrete e puntuali modalità di individuazione delle particelle interessate dal taglio, di determinazione della durata degli interventi sperimentali o della loro frequenza, degli oneri che incombono sugli enti che svolgono attività sperimentale in merito alle eventuali dannose conseguenze della propria attività, di esercizio del potere di vigilanza e controllo sulle attività svolte e sui relativi esiti''.
Il tribunale amministrativo ha accolto quindi il ricorso annullando così il piano.
''Una vittoria del cuore e della ragione - scrive Enzo Calevi della Lipu di Viterbo - una gioia incontenibile per le tante persone comuni che ci sono state vicine in tanti anni nei quali si è temuto il peggio per la Faggeta depressa di Monte Venere. Un grazie enorme per lo staff della Lipu e per quello del Wwf che hanno messo a punto un ricorso credibile e ben motivato''.