

VITERBO - Non c'è solo il covid. La riorganizzazione di alcuni reparti a Belcolle starebbe creando disagi e difficoltà a pazienti con altre patologie. La denuncia viene dalla Confael che ha inviato una lettera oltre che al direttore della Asl anche alla procura della Repubblica.
''Da qualche giorno numerosi servizi stanno subendo delle contrazioni, a nostro parere, arbitrarie e del tutto illogiche che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza dei lavoratori e soprattutto degli utenti - scrive il segretario nazionale, Egidio Gubbiotto - Esempio emblematico di quanto denunciamo è rappresentato dalla situazione della degenza ematologica che, ancora una volta, la quarta in due anni e la seconda in meno di tre settimane, sta subendo un nuovo trasferimento.

La nuova ubicazione della degenza ematologica si trova al nono piano del blocco C di Belcolle; in questa porzione della struttura sanitaria dovrebbero trovare assistenza persone affette da patologie oncoematologiche e che, per la natura della loro patologia, portano con sé delle fragilità aggiuntive''.
Gubbiotto spiega che: ''Ad oggi, e per i prossimi mesi, al nono piano del blocco C di Belcolle saranno ospitati malati fragili che avrebbero la necessità di essere assistiti da un’équipe altamente qualificata e che invece verrà frammentata e, soprattutto, in una struttura idonea, come non è l’attuale struttura dove la degenza ematologica è stata trasferita. Una struttura fatiscente dove non è nemmeno possibile contenere in maniera efficace il rischio infettivologico (aspetto già di fondamentale importanza vista la natura dei pazienti ospitati ma che assume ancor più peso se consideriamo l’emergenza pandemica)''.
Il segretario Confael ricorda che il ''20 ottobre scorso alla presenza delle autorità politiche regionali, il direttore generale di questa Asl inaugurava il nuovo “blocco” in cui avrebbero dovuto trovare ubicazione alcuni servizi come, ad esempio il dipartimento oncoematologico. Alla luce dei tre mesi che sono ormai trascorsi da questa inaugurazione ci chiediamo a cosa sia servita questa manifestazione pubblicizzata in pompa magna sugli organi di informazione locale e sui social network aziendali, se non per la solita ridicola e faziosa propaganda? O forse era necessario annunciare una inaugurazione per non incorrere in ulteriori fallimenti che avrebbero portato anche ad altre conseguenze?''.
La Confael chiede alle autorità competenti di verificare il rispetto delle normative e trovare soluzioni alle problematiche denunciate.