ANNO 16 n° 272
La corona(virus) della regina rossa
A distanza di un anno dal primo caso registrato a Codogno possiamo analizzare i mutamenti del virus e quelli personali

VITERBO – E’ passato un anno dal primo caso accertato di Covid-19 nella città di Codogno. Da allora le mutazioni, del virus e dell’animo delle persone sono state diverse.

La teoria della Regina Rossa è un’ipotesi evolutiva che vede i parassiti e i patogeni come il fulcro dell’evoluzione. Il nome deriva dal delicato romanzo di Lewis Caroll “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” ed è stata promossa dal biologo Leigh Van Valen nel 1973. Anche se sembra passato molto tempo, è possibile constatare, osservando la nostra strana e distanziata quotidianità, l’attualità della teoria.

Gli esseri viventi evolvono per adattarsi all’ambiente in cui vivono e lo stesso realizzano i patogeni, questo comporta ad una lotta evolutiva dove i primi migliorano sé stessi per sfuggire agli ultimi e questi, a loro volta, ingegnano continue strategie per parassitare i primi.

Proprio quando la pandemia incominciava ad essere un ricordo lontano, spuntano fuori altre varianti del virus: l’inglese, l’africana e la brasiliana. Tra queste quella che spaventa più di tutti è la variante inglese perché si è mostrata più contagiosa, infatti è responsabile del leggero innalzamento dell’ Rt della regione Lazio. In un solo anno, quindi, il virus è mutato migliorando sé stesso in termini biologici e infettivi. Anche le persone sono migliorate quest’anno?

Le difficoltà che abbiamo incontrato sono tante ed altre ancora purtroppo ci aspettano. Non è un momento facile per nessuno, ma se una particella virale è riuscita a migliorare sé stessa, perché non possiamo farlo anche noi?

Mentre aspettiamo che locali, palestre ed altri luoghi riaprano possiamo dedicare questo tempo vuoto per guardare dentro noi stessi e osservare, accettare ed analizzare quei lati del nostro carattere che non ci aggradano e che vorremo abbandonare.






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