ANNO 16 n° 273
La comunitą abbraccia un popolo in fuga: arrivati altri 5 ucraini
Iniziati i corsi di italiano per i bambini e i ragazzi. Alcuni di loro in Dad con la scuola in Ucraina
Alessandra
17/03/2022 - 06:56
di Alessandra Sorge

CIVITA CASTELLANA - Braccia aperte della comunità civitonica ai profughi ucraini che fuggono dalla guerra. Altre cinque persone, due mamme e tre bambini, sono giunte in queste ultime ore nella città della ceramica, ospitati da parenti e conoscenti.

Il primo cittadino, Luca Giampieri, si dice estremamente compiaciuto e soddisfatto della rete di solidarietà che nel giro di poco tempo si è messa in piedi in paese. Al momento si contano 30 ucraini attualmente stanziati a Civita Castellana, ma si prevede l'arrivo di numerosi altri. La Caritas diretta da Don Ampelio insieme alla parrocchia di Don Alessandro, sono riusciti in breve tempo a provvedere più del dovuto allo stretto necessario, con la distribuzione di generi alimentari, coperte, abbigliamento e pasti caldi. Anche il Rotary Club Flaminia Romana sta organizzando una raccolta fondi da destinare alle famiglie residenti.

Alcuni bambini hanno iniziato con grande slancio ed entusiasmo il primo corso di italiano e con l'aiuto di un interprete stanno imparando le prime paroline d'italiano come il presentarsi, stringere conoscenza e qualche verbo che, però, sembra essere ancora 'troppo difficile', come ha detto scherzosamente uno di loro.

'La normalità per noi è ancora troppo lontana - racconta Ivan, un uomo che per primo ha ospitato qui la sua famiglia - ma pian piano ci stiamo abituando. I bambini sono quelli che più di tutti hanno risentito di questa situazione. La loro città, Lviv, pare stia ancora resistendo, per questo tre miei nipoti riescono ancora a seguire le lezioni didattiche a distanza. E' l'unico legame rimasto con la loro terra e con la vita di prima', commenta con commozione l'uomo. Anche lo sport può rappresentare un ottimo passatempo, grazie ad un accordo con il tennis club Ct Davis 76, alcuni ragazzi  hanno iniziato a seguire le lezioni e passare qualche ora di svago e spensieratezza.

Insomma, un aiuto concreto e un messaggio di speranza che fa sicuramente bene al cuore. La pensa così anche la preside dell'Istituto Suore Francescane Suor Marilieta Biazzi che nel suo Istituto ha accolto i primi bambini fuggiti dalla guerra:

'Abbiamo con noi sei bambini, tre alla materna e tre alla primaria. C'è stata sin da subito una grande accoglienza. I compagnetti di classe non vedevano l'ora di conoscerli e insieme hanno lavorato per dargli un caloroso benvenuto, creando un grande striscione e cartelli con scritte in ucraino. Inizialmente i bambini erano timidi ma poi attraverso il gioco e la compagnia si sono sciolti e hanno iniziato ad interagire. Anche la barriera linguistica non è stata un problema, i bambini si capiscono attraverso i gesti e imparano tante cose. Lo scoppio della guerra - conclude la preside - ci ha impegnati tutti in una lunga riflessione, soprattutto per i bambini: li ha aiutati a misurarsi con un'altra realtà, quella della guerra, del distacco dalle cose a noi care, della sofferenza, tutte cose che reputo molto importanti nella loro formazione'

E sul tema dell'accoglienza torna a commentare il sindaco Giampieri:'Il nostro Comune sta promuovendo una campagna di aiuti concreti per la popolazione proveniente dall’Ucraina. Per questo invito tutti i cittadini, le istituzioni, le associazioni o gli enti religiosi che ne abbiano la possibilità e intendano farsi carico dei relativi oneri, a comunicare la propria disponibilità di abitazioni o alloggi da destinare all’accoglienza temporanea dei cittadini ucraini'. Basterà indicare indirizzo e posti a disposizione all’indirizzo mail: uff.servizisociali@comune.civitacastellana.vt.it;

 'Per il momento - commenta il sindaco - la situazione è ancora sotto controllo. Stiamo provvedendo al meglio delle nostre possibilità per rendere la loro permanenza quanto più serena e confortevole possibile'.

 Il protrarsi del conflitto, tuttavia, dipinge un futuro a tinte fosche sull'esodo dei profughi. Oggi parliamo di poche decine di persone, domani i numeri potrebbero crescere notevolmente. I comuni al momento non hanno le risorse per fronteggiare il problema nella sua totalità e il compito è demandato alle Prefetture, a cui spetta l'onere di assicurare l'accoglienza alla popolazione in fuga mediante la rete dei centri di accoglienza.






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