ANNO 16 n° 275
La compagnia teatrale di Rebibbia
si esibisce al Teatro Tenda
Sabato 9 marzo alle 18 in scena un'opera dedicata ad Osvaldo Pugliese ''L'ultima canzone''
07/03/2013 - 11:56

VITERBO - L'Ultima canzone al Teatro Tenda di piazza Unità d'Italia. C'è attesa per l'appuntamento di sabato 9 marzo alle 18 che vedrà la Compagnia Stabile Assai della casa di reclusione di Rebibbia mettere in scena l'opera dedicata ad Osvaldo Pugliese, compositore amato dal popolo, mitica figura del tango argentino. L'appuntamento teatrale, promosso dall'Associazione “Pianeta Giustizia di Viterbo” in collaborazione con il Comune di Viterbo e l'associazione culturale Astarte e con il sostegno della Banca di Viterbo, è stato presentato nei giorni scorsi a Palazzo dei Priori in un'affollata conferenza alla quale sono intervenuti, oltre al sindaco di Viterbo Giulio Marini, al direttore dell'istituto penitenziario Mammagialla di Viterbo, Teresa Mascolo, al sostituto procuratore della Repubblica, Paola Conti, anche gli “addetti ai lavori” dell'importante progetto teatrale e sociale, tra cui Antonio Turco, educatore, fondatore e regista della Compagnia Stabile Assai, nonché ideatore dello spettacolo insieme a Sandra Vitolo, psicoterapeuta della C.R. di Rebibbia, coautrice di molti testi della Compagnia. Con loro anche l'attore Salvo Buccafusca.

“L'opera teatrale si allaccia a un'idea di regia di Daniela Marazita con il coordinamento artistico di Patrizia Spagnoli e la consulenza di Eugenio Marinelli - hanno spiegato Antonio Turco ed il presidente dell'associazione sportiva e culturale “Pianeta Giustizia”, Ottavio M. Capparella, avvocato penalista e promotore dell’evento a Viterbo. L'interazione tra gli attori della compagnia teatrale e musicale di Osvaldo Pugliese, le musiche di Astor Piazzolla, le immagini della “melanconica” Buenos Aires costituiscono gli elementi chiave di questa rappresentazione, dedicata come tutte le opere della compagnia Assai, al senso della libertà come bene supremo. La tradizione letteraria della compagnia consente di inserire gli aspetti drammaturgici della “Stabile Assai” nella categoria del “teatro autobiografico” e della “testimonianza civile”.

La figura di Osvaldo Pugliese – aggiungono Turco e Capparella - è quella di uno dei più importanti innovatori della storia del tango. Musicista molto popolare in Argentina subì alcune carcerazioni determinate dal regime peronista, anche per i temi estremamente rivoluzionari che proponeva con la sua musica. Figlio di immigrati italiani, il maestro Pugliese indossava spesso un pigiama sotto il suo abito di scena, pronto a recarsi nelle carceri di Buenos Aires dove veniva accolto, comunque, con rispetto. E il “pigiama”, metaforicamente, costituisce il secondo abito dei detenuti. Lo spettacolo si propone come un omaggio a questo grande personaggio e alla dimensione profondamente innovativa della “cultura tanghera”.

“La conferenza stampa della scorsa settimana – ha sottolineato il sindaco Marini – ha già dato un anticipo di quello che sarà lo spettacolo. La testimonianza di Salvo Buccafusca, uno degli attori della compagnia Assai che vedremo sul palco sabato pomeriggio, il rapporto che si crea tra la persona detenuta e l'arte teatrale raccontato direttamente in prima persona, il forte messaggio emerso dalle parole di chi, ogni giorno, “educa”, segue e cura questo percorso all'interno di una casa di reclusione come Rebibbia: tutto questo e molto altro è stato raccolto con grande attenzione da tutti i presenti, in particolar modo dai ragazzi delle due classi quinte del Liceo delle Scienze Umane intervenuti con i loro insegnanti. Sabato il nostro Teatro Tenda ospiterà un importante evento, culturale e sociale che mi auguro possa richiedere delle successive repliche”.

Come sintetizza Paolo Manganiello, esperto di teatro sociale e coordinatore artistico delle iniziative all'interno della struttura di piazza Unità d'Italia, “un evento che fa bene al teatro”.

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